mercoledì 18 agosto 2010

Grand Canyon Riding Adventure

Esistono alcuni luoghi su questa terra che ti tolgono il fiato, che ti fanno sentire piccolo ed impotente, che ti fanno emozionare come un grande film, una canzone. Il Grand Canyon è sicuramente tra questi luoghi magici.
Ma partiamo dal principio:
Ore 5 lunedi mattina, facce da post incontro di box, caldo infernale per arrivare alla macchina, colazione tremenda.
20 minuti di shuttle verso l'aeroporto, mezz'ora di attesa e 60 dollari spesi in cappellini e ammenicoli utili alla nostra sopravvivenza. Io racconto la mia passata esperienza su questi stessi aerei nel Canyon, cresce l'agitazione comune.
Ci sediamo in questa specie di baguette con le ali, insieme ad altre 5 persone. Cuffie in testa perchè il rumore delle eliche è assordante, penso: "nessun vuoto d'aria, alla grande, 14 anni fa stavo per vomitare"...evidentemente mi ero dimenticato dell'atterraggio, iniziamo a scendere a velocità vertiginosa, Berna si chiede dove cazzo sia la pista. Perchè effettivamente non c'è, e questi aerei non hanno modo di rallentare in volo, arrivano giù sparati a 200km/h. Bene. Vignu ovviamente dorme.
Sopravviviamo e attendiamo il nostro turno sul secondo elicottero della vacanza, 8 minuti per raggiungere il nostro punto di partenza, salgo da solo per primo, insieme ad una simpaticissima famiglia francese, appena iniziamo a scendere nel Canyon ci si apre davanti uno scenario incredibile, un brivido mi corre sulla schiena, un'emozione indescrivibile, anche gli altri miei 3 fidati colleghi rimangono a bocca aperta.
Piccolo briefing e via con questa specie di zattera/bananone equipaggiata di tutto, la compagnia è di 28 persone e tutti sembrano dei perfetti boy scout, tra me con la sacca Vuitton, Palella con l'IPad, Berna con Persol e Vignu in camicia ci siamo già auto-eletti come i "fuori luogo".
Appena partiti ovviamente mi siedo in punta, sprezzante del pericolo, esordisco ridendo con "secondo me le mie infradito non durano più di un'ora". Alla prima rapida ho fatto un volo degno di un trapezzista, infradito sinistra persa dopo 1 minuti e 48 secondi. Bene.
Prima pausa pranzo in uno spiazzo lungo il fiume, le nostre guide allestiscono un self service in 50 secondi, Palè si spara 3 panini doppio strato fra gli applausi degli americani.
La nostra capo gita inizia a raccontarci come funziona il tutto, cerco di riassumervi velocemente il tutto in poche parole:
Alle 17 ci si accampa, facciamo una catena umana per scaricare tutto dalla barca, ognuno si cerca uno spiazzo per dormire, lontano dalla cucina da campo e dal cesso. Il cesso ovviamente non è un cesso, i liquidi vanno nel liquido, quindi la si fa direttamente in acqua, per il resto c'è una tenda gialla, che contiene una scatola sormontata solo dalla tazza. Ovviamente niente sciacquone. La doccia non è una doccia, ci si lava nel fiume con i saponi bio degradabili ( noi ci siamo presentati con Fructis e Badedas). Peccato che il fiume avesse un colore vicino al Nesquik. Ognuno si monta il lettino o la tenda se preferisce, la mattina smonta tutto e lo fa trovar pronto per ricaricarlo sulla barca. La mattina non è mattina, è NOTTE, la sveglia infatti è al sorgere del sole: ore 5:10. Capitolo animali: " è normale che troverete mosche, serpenti, ragni scorpioni, corvi e gatti del deserto, nessuno è mortale, tranne qualche vipera, perciò se venite morsi da un serpente verrete immediatamente portati via in elicottero". Palella cerca un innocuo serpente tra le rocce per farsi immediatamente portar via e tornare a Las Vegas.
Primo bagno nel fiume, una figata, ma l'acqua è davvero fredda, per non dire GELIDA.
Il viaggio però è divertente, inizia una guerra a secchiate e liquidator, iniziamo a far capire chi comanda :-D.
Appena arrivati facciamo esattamente quello che vi ho racconato, alle 18 e 30 ceniamo, alle 21 tutti a letto, al buio più totale, siamo in 4 con una torcia comprata all'ultimo secondo. Gli altri intanto allestiscono dei falò e girano con i bengala, siamo un disastro. Io passo la notte insonne, caldo infernale, Vignu dorme infilato nel sacco a pelo...bah!
Il giorno seguente si svolge fondamentalmente nella stessa maniera, rapide e qualche camminata in mezzo a questo scenario meraviglioso, ma diventiamo ufficialmente gli idoli della vacanza, sia dei genitori con i quali si parla di un pò di tutto, sia dei ragazzini, che ascoltano ammaliati le nostre storie. Alla fine ce la siamo cavata alla grandissima.
Oggi sempre sveglia presto, ultime risate in compagnia e via tornati verso Las Vegas dopo un viaggio di 8 ore tra barca e pullman.
Vi scrivo dal più nuovo e lussuoso hotel di Vegas, le TV, la vasca idromassaggio e la doccia, il grande letto, i rubinetti dorati e l'acqua calda, ora non sono più soltanto qualcosa di scontato, piaceri della nostra vita, sono qualcosa di diverso, qualcosa di più, che ci fa capire come la vita possa cambiare in pochissimi attimi, di quanto sia importante sapersi adattare ed apprezzare ogni alba che ci viene concessa, sotto morbide coperte o vestiti su una branda, sotto un immenso e meraviglioso cielo stellato.

4 commenti:

  1. gia... mi sembra di essere con voi ogni giorno!


    vi bacio fortissimo!

    Salvo non usare troppo poco l'ipad mi raccomando !! haha

    RispondiElimina
  2. Ragazzi, ci sono mancate le Vs righe scritte....ben tornati sulla terra comune e felice che Vi è servito per apprezzare ciò che a voltre sembra scontato !
    Baci

    RispondiElimina
  3. ..anche noi cominciamo a sentire la Vs mancanza.....quando rientrate ci autoinviteremo a Milano per sentire i Vs racconti........

    RispondiElimina