a.s. (ante scriptum)
Nell'ultimo post, un pò perchè ho la memoria di un fungo, un pò per la frenesia e l'emozione ho dimenticato di riportare il fatto che...CE L'ABBIAMO FATTA...finito Santa Monica Boulevard, giunti faccia all'oceano mi sono sentito pienamente soddisfatto, contento, fiero di ciò che avevo appena fatto...guardare il mare a Washington D.C. e farlo 25 giorno dopo a Los Angeles, dopo tanta fatica, tanti bei momenti, tanti luoghi indimenticabili e tantissime ore di viaggio...un altra casella della lista "100 things to do before you die" è stata smarcata.
Los Angeles è un pò come Milano, non nei particolari ma nel concetto di fondo: c'è un traffico fottuto. L'unica differenza è che a Milano per andare da Porta Ticinese al Duomo ti ci vogliono 30 minuti di circonvallazione e bestemmie, qui per andare a farti un bagno in spiaggia sono 16 miglia e tanti auguri, chi arriva prima del sole calante già si deve ritenere un privilegiato. Non ricordavo delle distanze così grandi, non ricordavo tutto questo traffico nè tantomento questo freddo! L'aria di mare rinfresca un filino troppo, siamo al 25 agosto e la sera servono maglione e giacchettina... Los Angeles si sveglia tardi, e pare proprio non volerlo fare, alle 8 mentre correvo lungo la spiaggia ho incontrato solo 4 pescatori improvvisati. Los Angeles vive aggrappata al cinema ed al turismo, tutto il resto sono cocktail e conversazione.
L'impressione qui è che nessuno faccia una mazza, tutti girano in macchina per il solo gusto di girare in macchina. O hai un posto che conta nello showbiz o puoi anche rimanere rinchiuso nella tua casa di periferia (ma non lo fanno perchè tutti hanno una macchina e la benzina costa poco).
Per comprendere meglio lo spirito cittadino non ci siamo fatti mancare nessuna attrazione turistica degna di nota: dal pranzo a Venice Beach dinnanzi ad artisti di strada, dottore esperti di Marijuana e skater, alla giornata odierna trascorsa presso gli Universal Studios. Una giornata divertente e formativa, abbiamo capito come gli americani siano in grado di spillarti soldi legalmente dal momento in cui passi il varco dell'admission....
Vignu è tornato bambino negli studi di questo colosso cinematografico, Berna è rimasto il solito Brontolo, e Palè si è immedesimato tutto il giorno in Mr. Universal Studios, formulando le più strampalate alternative di vita. Io? Io ho appurato con piacere che in 12 anni nulla è cambiato, e questi americani continuano a farci dei gran soldi.
Giusto per la cronaca: Berna sta vagando per la camera imprecando sottovoce " che schifo, ma non è possibile". Si riferisce al'odore dei suoi vestiti, perchè dopo una cena irripetibile con cuoco giapponese personale, probabilmente la cappa di aspirazione non tirava a suo sufficiente gradimento...vorremmo vederlo tutti impegnato in una ricognizione in Afghanistan o anche solo nella caserma dei Carabinieri di Mondovì per un mese, e capire se perderebbe o meno la parola :-D ma gli vogliamo bene così...
Fra poco caricheremo le ultime foto, tra connessione scadenti e giornate frenetiche non abbiamo avuto neanche un attimo per organizzare i nostri lavoretti quotidiani.
Ciao ragazzi!
Dai dai daiiiiiiii!
RispondiElimina:) sempre bello leggere ale!
Bonati, sei il mio autore preferito! Quando rientri voglio l'autografo sul monitor del PC!!!!
RispondiEliminaSalvo
Hey ragazzi, mi ero persa i vs ultimi due gg per qualche problema di salute. leggo ocn piacere che lo spirito non Vi lascia...simpaticissimi come sempre,sono d'accordo con Benedetta ! Palè cos' è successo al tuo gaurdaroba alla "American Gigolo'"?????
RispondiEliminaBaci