"Ehm...we visited Mont Rushman in Casper Park", ad una signora durante la gita nel Canyon. Il monte si chiama Rushmore ed il parco Custer.
"Aò Vignu appena arriviamo a San Diego ho delle amiche che....bestialiiiiiii". Ne abbiamo incontrata una, per caso sulla spiaggia, Palella non è stato neppure riconosciuto. DIte che spara cazzate?
"Ragà a Las Vegas serata incredibile all'Encore con dei miei amici, pool party bestialeeeee". Messaggio del 14 agosto, ore 19: "eh salvo mi spiace sai qui è un casino entrare, ci vediamo domani".
"EHHHH SORRY!?!" Dopo un mese non ha ancora imparato che si richiama l'attenzione con "Excuse me".
"Sorry but, it's good the table?" Detto all'entrata del locale super vip di Los Angeles, la hostess riponde "yes", finiamo a smezzare il tavolo con 15 ciccione e ciccioni filippini.
"Ragà tranquilli, stasera paga Witamine". Mai visto na ghella.
I nuovi amici di Palella: Ben Affman, Tony Hanks, Trusvelt, La giolla, Tairek, Teilor, Apricompri, Copri Branda. In realtà erano: Hugh Effner, Tony Hawk, Trusdale, La Joya; Tayler, Abercrombie e Kobe Bryant....no comment.
Le immancabili telefonate di lavoro a mezzanotte di Palella to: Carimilo, Angleo, Marco d'Arrigo, Simunash, Paola e Pippo, Leonardo e Fernando.
Seguiranno aggiornamenti.
Questo blog, come evoca il titolo, è nato per ricordare e farvi conoscere ogni singolo centimetro che percorreremo durante i nostri 30 giorni d'agosto in viaggio lungo tutti gli States. Questa la formazione: Ale (detto il Bona, l'artefice); Andre (detto Ciccio o il Berna, lo scettico); Giacomo (detto il Vignu, il carico); Salvo (detto Palè, il trafficone). Che qualcuno ce la mandi buona :-)
lunedì 30 agosto 2010
Eccoci al termine
Una parte di me avrebbe voluto che questo ultimo articolo non arrivasse mai, un'altra invece era gia pronta a scrivere...
Sono le 23 e 19 del 30 agosto 2010, il nostro viaggio è ormai giunto al termine. Fra pochissime ore (4) saremo di nuovo in macchina verso l'aeroporto di San Diego, per un rientro che si prospetta interminabile: San Diego- San Francisco - Washington - Parigi - Milano. Alle 14 dovremmo arrivare a Malpensa, e tornare alla vita di tutti i giorni...
Prima di tutto voglio ringraziarvi, voi amici che avete dato un senso a queste righe che giorno dopo giorno hanno rimepito questo blog, sono felice che sia stato qualcosa di piacevole durante le vostre giornate, grazie per i complimenti e per il tempo speso a seguirci.
L'ultima cena si è svolta ad un bellissimo ristorante brasiliano a downtown San Diego, churrasco, vino rosso e show del Palellone nazionale, che si innamora della ragazza addetta ai cocktail e solo dopo 40 dollari di mancia capisce che lei è fidanzata... Pive nel sacco, ma 4 capirinhe all'attivo. Se Palè è già molesto quando è sano, dopo 4 drink è da sedia elettrica, ma dato che siamo buoni lo abbiamo salvato dalla lapidazione collettiva all'interno di un lounge bar. I particolari delle sue figure barbine verranno raccontati solo "di presenza", come si dice ad Acireale...
Le somme del viaggio...beh per me è stato un sogno divenuto realtà, mi sento di aver fatto qualcosa di grande, e credo quasi sicuramente irripetibile, dalla progettazione alla realizzazione. Durante questo viaggio ho capito tante cose, su me stesso, sugli amici, sulla vita, e su tutto ciò che mi gira intorno, spero di farne tesoro.
Avevo promesso di lasciarvi con le pagelle dei miei colleghi di viaggio, in rigoroso ordine alfabetico eccovele qua:
Berna, il Ciccio: parte da scettico e chiude da scettico, assolutamente coerente. Sono estremamente felice che abbia affrontato al mio fianco questa avventura, spero col cuore ( e ne sono certo), che questi 30 giorni gli siano serviti per crescere, per maturare, per fare un altro passo (come noi tutti) verso il diventare uomo. Spero tanto che dietro ai suoi "che merda" si sia celato qualche bel ricordo, qualche immagine indelebile nella sua memoria. Ha migliorato il suo inglese, ha dimostrato di poter stare da solo, e di allarmarsi meno per i piccoli problemi quotidiani, la prossima vacanza sarà certamente più pronto alla convivenza ed al sorriso. Voto 7, ragazzo in crescita.
Palè: potrei scrivere per ore a riguardo degli aneddoti nati in questa vacanza, ma devo restringere tutto in poche righe. Salvo è il miglior TERRONE che si possa desiderare, gli aggettivi so che si sprecherebbero e non basterebbero mai, chiaccherone, divertente, intraprendente, inopportuno, petulante,logorroico ed insostituibile. Non si è mai abbassato ad imparare mezza parola di inglese, sempre convinto di "farsi capire", e così è stato. Mani bucate in fatto di souvenir di dubbio gusto, molto tenace con il genere femminile americano.
Durante l'interminabile viaggio in aereo io e ciccio riporteremo tutte le sue migliori perle, per farvi fare un'ultima risata, io nel frattempo lo ringrazio per le risate che mi ha fatto fare e mi auguro che questi 25 giorni gli siano serviti ad imparare un filino a controllare i suoi impulsi, magari un giorno ci ringrazierà. Voto 8, irrinunciabile casinista.
Vignu: ormai dopo 11 anni di amicizia e 5 di convivenza le cose da scoprire sono poche, Vignu non mi abbandona in nessuna avventura, ed anche in questa è stato un grande compagno di viaggio. Più silenzioso di quanto mi aspettassi e più introverso di quanto conoscessi è stato sempre pronto a sostenere qualsiasi proposta, senza troppi sorrisi ma senza mai un mugugno. Lo avrei voluto un pò più carico ma evidentemente anche per lui questa vacanza è stato qualcosa di introspettivo, ora è pronto per Londra, l'ho trovato cresciuto, uomo, e ne sono felice. Voto 8, immancabile.
A presto ragazzi, mi siete tutti stati di aiuto e sostegno, lo siete stati per tutti noi 4.
Take Care
Ale
Sono le 23 e 19 del 30 agosto 2010, il nostro viaggio è ormai giunto al termine. Fra pochissime ore (4) saremo di nuovo in macchina verso l'aeroporto di San Diego, per un rientro che si prospetta interminabile: San Diego- San Francisco - Washington - Parigi - Milano. Alle 14 dovremmo arrivare a Malpensa, e tornare alla vita di tutti i giorni...
Prima di tutto voglio ringraziarvi, voi amici che avete dato un senso a queste righe che giorno dopo giorno hanno rimepito questo blog, sono felice che sia stato qualcosa di piacevole durante le vostre giornate, grazie per i complimenti e per il tempo speso a seguirci.
L'ultima cena si è svolta ad un bellissimo ristorante brasiliano a downtown San Diego, churrasco, vino rosso e show del Palellone nazionale, che si innamora della ragazza addetta ai cocktail e solo dopo 40 dollari di mancia capisce che lei è fidanzata... Pive nel sacco, ma 4 capirinhe all'attivo. Se Palè è già molesto quando è sano, dopo 4 drink è da sedia elettrica, ma dato che siamo buoni lo abbiamo salvato dalla lapidazione collettiva all'interno di un lounge bar. I particolari delle sue figure barbine verranno raccontati solo "di presenza", come si dice ad Acireale...
Le somme del viaggio...beh per me è stato un sogno divenuto realtà, mi sento di aver fatto qualcosa di grande, e credo quasi sicuramente irripetibile, dalla progettazione alla realizzazione. Durante questo viaggio ho capito tante cose, su me stesso, sugli amici, sulla vita, e su tutto ciò che mi gira intorno, spero di farne tesoro.
Avevo promesso di lasciarvi con le pagelle dei miei colleghi di viaggio, in rigoroso ordine alfabetico eccovele qua:
Berna, il Ciccio: parte da scettico e chiude da scettico, assolutamente coerente. Sono estremamente felice che abbia affrontato al mio fianco questa avventura, spero col cuore ( e ne sono certo), che questi 30 giorni gli siano serviti per crescere, per maturare, per fare un altro passo (come noi tutti) verso il diventare uomo. Spero tanto che dietro ai suoi "che merda" si sia celato qualche bel ricordo, qualche immagine indelebile nella sua memoria. Ha migliorato il suo inglese, ha dimostrato di poter stare da solo, e di allarmarsi meno per i piccoli problemi quotidiani, la prossima vacanza sarà certamente più pronto alla convivenza ed al sorriso. Voto 7, ragazzo in crescita.
Palè: potrei scrivere per ore a riguardo degli aneddoti nati in questa vacanza, ma devo restringere tutto in poche righe. Salvo è il miglior TERRONE che si possa desiderare, gli aggettivi so che si sprecherebbero e non basterebbero mai, chiaccherone, divertente, intraprendente, inopportuno, petulante,logorroico ed insostituibile. Non si è mai abbassato ad imparare mezza parola di inglese, sempre convinto di "farsi capire", e così è stato. Mani bucate in fatto di souvenir di dubbio gusto, molto tenace con il genere femminile americano.
Durante l'interminabile viaggio in aereo io e ciccio riporteremo tutte le sue migliori perle, per farvi fare un'ultima risata, io nel frattempo lo ringrazio per le risate che mi ha fatto fare e mi auguro che questi 25 giorni gli siano serviti ad imparare un filino a controllare i suoi impulsi, magari un giorno ci ringrazierà. Voto 8, irrinunciabile casinista.
Vignu: ormai dopo 11 anni di amicizia e 5 di convivenza le cose da scoprire sono poche, Vignu non mi abbandona in nessuna avventura, ed anche in questa è stato un grande compagno di viaggio. Più silenzioso di quanto mi aspettassi e più introverso di quanto conoscessi è stato sempre pronto a sostenere qualsiasi proposta, senza troppi sorrisi ma senza mai un mugugno. Lo avrei voluto un pò più carico ma evidentemente anche per lui questa vacanza è stato qualcosa di introspettivo, ora è pronto per Londra, l'ho trovato cresciuto, uomo, e ne sono felice. Voto 8, immancabile.
A presto ragazzi, mi siete tutti stati di aiuto e sostegno, lo siete stati per tutti noi 4.
Take Care
Ale
San Diego
Se girando per Los Angeles si ha l'idea che la gente non faccia una mazza, a San Diego ne hai l'assoluta certezza. L'età media scende drasticamente, i negozi di alta moda vengono rimpiazzati da catene più cheap, ed il numero di tavole da surf e skateboard si moltiplica vertiginosamente.
Percorrendo la mitica 101, che sfiora ogni spiaggia della costa da LA a SD, si raggiunge la vera pace dei sensi: palme, sole, una spiaggia immensa, ragazzi che aspettano l'onda giusta e ragazze che invece aspettano il giusto surfista...
Perfino il nostro Giacomo Leopardi si dimostra entusiasta del paesaggio con un eloquentissimo "belin che spettacolo". Vignu dorme. Palella peta. Io giudo. 5000 miglia praticamente in fotocopia.
Alloggiamo a La Jolla, a pochi km nord rispetto a San Diego, qui a farla da padroni sono le ville dei ricchi californiani, i triplex dei surfisti ed i concessionari delle auto di lusso. La spieggia oceanica è bellissima, non per gli amanti del mare ma sicuramente per quelli delle onde, e giustamente il nostro surfista Berna non ci ha ancora infilato neppure i piedi dopo le prime 48 ore...saranno fotomontaggi le sue evoluzioni italiane sulla tavola? domani lo metteremo alla prova...ed abbiamo deciso di cimentarci tutti con la tavola, perchè mi pare giusto farsi del male l'ultimo giorno della vacanza, se no che vacanza all'italiana sarebbe?
Alle ore 13 siamo definitivamente diventati americani per 2 ore e mezza, San Diego Padres vs Philadelfia Phillis, major league di baseball. Prima partita di baseball della nostra vita, certamente l'ultima! Basti pensare che la più grande emozione sono stati gli hamburger che ci hanno servito in poltroncina con birre e cuscini. Gli americani sanno decisamente come fare soldi, e lo fanno nel 99% dei casi mangiando. L'atmosfera allo stadio è per noi qualcosa di surreale, tutti amici, seduti fianco a fianco a ridere e scherzare, mai una parolaccia, mai un gesto fuori posto, tanti ristoranti, tanti negozi, e soprattutto tanti bambini seduti sulle spalle dei padri che li scarrozzano felici in giro per lo stadio. Forse fin troppo perbenismo, ma meglio questo che le scene da guerriglia dei nostri supidi Ultras. Abbiamo sicuramente molto da imparare. Loro a dedicarsi a sport meno idioti, questo è certo.
Passeggiata per la bellissima San Diego, piccoli acquisti dell'ultim'ora, passeggiata lungomare ed ottima cena a base di pesce, dove ci siamo fatti un sacco di risate pensando ai momenti più esilaranti di questa vacanza.
Abbiamo deliberato delle pagelle per domani, ognuno le fa agli altri, vedremo cosa ne esce, io le mie le pubblicherò qui!
Mentre Palella continua ad inveire i suoi dipendenti in Italia che ballano mentre il gattone dall'inglese impeccabile non c'è, mentre Vignu continua ad inveire l'Ipad perchè i dadi al monopoli "non fanno di certo lo stesso risultato che farei io tirandoli veramente" e mentre Berna inveisce Palella in napoletano su cose che sa solo lui, io mi godo questi ultimi sprazzi di pace, prima di un lunghissimo viaggio di rientro, di un lunghissimo inverno di lavoro di cui però sento di non poter fare a meno...Surf e Skateboard non hanno (fortunatamente) iniziato a scorrermi nelle vene.
Percorrendo la mitica 101, che sfiora ogni spiaggia della costa da LA a SD, si raggiunge la vera pace dei sensi: palme, sole, una spiaggia immensa, ragazzi che aspettano l'onda giusta e ragazze che invece aspettano il giusto surfista...
Perfino il nostro Giacomo Leopardi si dimostra entusiasta del paesaggio con un eloquentissimo "belin che spettacolo". Vignu dorme. Palella peta. Io giudo. 5000 miglia praticamente in fotocopia.
Alloggiamo a La Jolla, a pochi km nord rispetto a San Diego, qui a farla da padroni sono le ville dei ricchi californiani, i triplex dei surfisti ed i concessionari delle auto di lusso. La spieggia oceanica è bellissima, non per gli amanti del mare ma sicuramente per quelli delle onde, e giustamente il nostro surfista Berna non ci ha ancora infilato neppure i piedi dopo le prime 48 ore...saranno fotomontaggi le sue evoluzioni italiane sulla tavola? domani lo metteremo alla prova...ed abbiamo deciso di cimentarci tutti con la tavola, perchè mi pare giusto farsi del male l'ultimo giorno della vacanza, se no che vacanza all'italiana sarebbe?
Alle ore 13 siamo definitivamente diventati americani per 2 ore e mezza, San Diego Padres vs Philadelfia Phillis, major league di baseball. Prima partita di baseball della nostra vita, certamente l'ultima! Basti pensare che la più grande emozione sono stati gli hamburger che ci hanno servito in poltroncina con birre e cuscini. Gli americani sanno decisamente come fare soldi, e lo fanno nel 99% dei casi mangiando. L'atmosfera allo stadio è per noi qualcosa di surreale, tutti amici, seduti fianco a fianco a ridere e scherzare, mai una parolaccia, mai un gesto fuori posto, tanti ristoranti, tanti negozi, e soprattutto tanti bambini seduti sulle spalle dei padri che li scarrozzano felici in giro per lo stadio. Forse fin troppo perbenismo, ma meglio questo che le scene da guerriglia dei nostri supidi Ultras. Abbiamo sicuramente molto da imparare. Loro a dedicarsi a sport meno idioti, questo è certo.
Passeggiata per la bellissima San Diego, piccoli acquisti dell'ultim'ora, passeggiata lungomare ed ottima cena a base di pesce, dove ci siamo fatti un sacco di risate pensando ai momenti più esilaranti di questa vacanza.
Abbiamo deliberato delle pagelle per domani, ognuno le fa agli altri, vedremo cosa ne esce, io le mie le pubblicherò qui!
Mentre Palella continua ad inveire i suoi dipendenti in Italia che ballano mentre il gattone dall'inglese impeccabile non c'è, mentre Vignu continua ad inveire l'Ipad perchè i dadi al monopoli "non fanno di certo lo stesso risultato che farei io tirandoli veramente" e mentre Berna inveisce Palella in napoletano su cose che sa solo lui, io mi godo questi ultimi sprazzi di pace, prima di un lunghissimo viaggio di rientro, di un lunghissimo inverno di lavoro di cui però sento di non poter fare a meno...Surf e Skateboard non hanno (fortunatamente) iniziato a scorrermi nelle vene.
giovedì 26 agosto 2010
Los Angeles part 2
a.s. (ante scriptum)
Nell'ultimo post, un pò perchè ho la memoria di un fungo, un pò per la frenesia e l'emozione ho dimenticato di riportare il fatto che...CE L'ABBIAMO FATTA...finito Santa Monica Boulevard, giunti faccia all'oceano mi sono sentito pienamente soddisfatto, contento, fiero di ciò che avevo appena fatto...guardare il mare a Washington D.C. e farlo 25 giorno dopo a Los Angeles, dopo tanta fatica, tanti bei momenti, tanti luoghi indimenticabili e tantissime ore di viaggio...un altra casella della lista "100 things to do before you die" è stata smarcata.
Los Angeles è un pò come Milano, non nei particolari ma nel concetto di fondo: c'è un traffico fottuto. L'unica differenza è che a Milano per andare da Porta Ticinese al Duomo ti ci vogliono 30 minuti di circonvallazione e bestemmie, qui per andare a farti un bagno in spiaggia sono 16 miglia e tanti auguri, chi arriva prima del sole calante già si deve ritenere un privilegiato. Non ricordavo delle distanze così grandi, non ricordavo tutto questo traffico nè tantomento questo freddo! L'aria di mare rinfresca un filino troppo, siamo al 25 agosto e la sera servono maglione e giacchettina... Los Angeles si sveglia tardi, e pare proprio non volerlo fare, alle 8 mentre correvo lungo la spiaggia ho incontrato solo 4 pescatori improvvisati. Los Angeles vive aggrappata al cinema ed al turismo, tutto il resto sono cocktail e conversazione.
L'impressione qui è che nessuno faccia una mazza, tutti girano in macchina per il solo gusto di girare in macchina. O hai un posto che conta nello showbiz o puoi anche rimanere rinchiuso nella tua casa di periferia (ma non lo fanno perchè tutti hanno una macchina e la benzina costa poco).
Per comprendere meglio lo spirito cittadino non ci siamo fatti mancare nessuna attrazione turistica degna di nota: dal pranzo a Venice Beach dinnanzi ad artisti di strada, dottore esperti di Marijuana e skater, alla giornata odierna trascorsa presso gli Universal Studios. Una giornata divertente e formativa, abbiamo capito come gli americani siano in grado di spillarti soldi legalmente dal momento in cui passi il varco dell'admission....
Vignu è tornato bambino negli studi di questo colosso cinematografico, Berna è rimasto il solito Brontolo, e Palè si è immedesimato tutto il giorno in Mr. Universal Studios, formulando le più strampalate alternative di vita. Io? Io ho appurato con piacere che in 12 anni nulla è cambiato, e questi americani continuano a farci dei gran soldi.
Giusto per la cronaca: Berna sta vagando per la camera imprecando sottovoce " che schifo, ma non è possibile". Si riferisce al'odore dei suoi vestiti, perchè dopo una cena irripetibile con cuoco giapponese personale, probabilmente la cappa di aspirazione non tirava a suo sufficiente gradimento...vorremmo vederlo tutti impegnato in una ricognizione in Afghanistan o anche solo nella caserma dei Carabinieri di Mondovì per un mese, e capire se perderebbe o meno la parola :-D ma gli vogliamo bene così...
Fra poco caricheremo le ultime foto, tra connessione scadenti e giornate frenetiche non abbiamo avuto neanche un attimo per organizzare i nostri lavoretti quotidiani.
Ciao ragazzi!
Nell'ultimo post, un pò perchè ho la memoria di un fungo, un pò per la frenesia e l'emozione ho dimenticato di riportare il fatto che...CE L'ABBIAMO FATTA...finito Santa Monica Boulevard, giunti faccia all'oceano mi sono sentito pienamente soddisfatto, contento, fiero di ciò che avevo appena fatto...guardare il mare a Washington D.C. e farlo 25 giorno dopo a Los Angeles, dopo tanta fatica, tanti bei momenti, tanti luoghi indimenticabili e tantissime ore di viaggio...un altra casella della lista "100 things to do before you die" è stata smarcata.
Los Angeles è un pò come Milano, non nei particolari ma nel concetto di fondo: c'è un traffico fottuto. L'unica differenza è che a Milano per andare da Porta Ticinese al Duomo ti ci vogliono 30 minuti di circonvallazione e bestemmie, qui per andare a farti un bagno in spiaggia sono 16 miglia e tanti auguri, chi arriva prima del sole calante già si deve ritenere un privilegiato. Non ricordavo delle distanze così grandi, non ricordavo tutto questo traffico nè tantomento questo freddo! L'aria di mare rinfresca un filino troppo, siamo al 25 agosto e la sera servono maglione e giacchettina... Los Angeles si sveglia tardi, e pare proprio non volerlo fare, alle 8 mentre correvo lungo la spiaggia ho incontrato solo 4 pescatori improvvisati. Los Angeles vive aggrappata al cinema ed al turismo, tutto il resto sono cocktail e conversazione.
L'impressione qui è che nessuno faccia una mazza, tutti girano in macchina per il solo gusto di girare in macchina. O hai un posto che conta nello showbiz o puoi anche rimanere rinchiuso nella tua casa di periferia (ma non lo fanno perchè tutti hanno una macchina e la benzina costa poco).
Per comprendere meglio lo spirito cittadino non ci siamo fatti mancare nessuna attrazione turistica degna di nota: dal pranzo a Venice Beach dinnanzi ad artisti di strada, dottore esperti di Marijuana e skater, alla giornata odierna trascorsa presso gli Universal Studios. Una giornata divertente e formativa, abbiamo capito come gli americani siano in grado di spillarti soldi legalmente dal momento in cui passi il varco dell'admission....
Vignu è tornato bambino negli studi di questo colosso cinematografico, Berna è rimasto il solito Brontolo, e Palè si è immedesimato tutto il giorno in Mr. Universal Studios, formulando le più strampalate alternative di vita. Io? Io ho appurato con piacere che in 12 anni nulla è cambiato, e questi americani continuano a farci dei gran soldi.
Giusto per la cronaca: Berna sta vagando per la camera imprecando sottovoce " che schifo, ma non è possibile". Si riferisce al'odore dei suoi vestiti, perchè dopo una cena irripetibile con cuoco giapponese personale, probabilmente la cappa di aspirazione non tirava a suo sufficiente gradimento...vorremmo vederlo tutti impegnato in una ricognizione in Afghanistan o anche solo nella caserma dei Carabinieri di Mondovì per un mese, e capire se perderebbe o meno la parola :-D ma gli vogliamo bene così...
Fra poco caricheremo le ultime foto, tra connessione scadenti e giornate frenetiche non abbiamo avuto neanche un attimo per organizzare i nostri lavoretti quotidiani.
Ciao ragazzi!
mercoledì 25 agosto 2010
Los Angeles part 1
Quando un enorme cartello autostradale ci ha segnalato Los Angles 208, mentre il nostro GPS stagnava ancora sui 260 di Santa Barbara, la proposta di Palella è sorta spontanea. La risposta di tutti è stata unanime, io ero il più combattuto dato che SB è uno dei pochi posti della California che non ho mai visitato ma...avrò così un pretesto per tornare, la città degli angeli ci ha attirato...
Di questa enorme metropoli non conservo un gran bel ricordo, dispersiva, sporca, piena di contrasti e controsensi, piena di gente che si fa i fatti suoi, molto diversa dalle City americane multirazziali come NY, San Francisco o Chicago. Qualcuno potrebbe dire che a 12 anni non si capisce molto del mondo, è vero, ma anche adesso che il giro di boa l'ho completato vedo le stesse cose ma solo da una prospettiva diversa.
Alloggiamo per stanotte al Georgian Hotel, sono praticamente convinto che l'abbiano trapiantato da Miami, Ocean Drive: pieno stile art Deco, fronte mare, una bella veranda dove sorseggiare cocktails mentre la vita ed il mare ti scorrono davanti. Santa Monica è bellissima come ricordavo, una cartolina da Baywatch. Non faccio a tempo a mettere piede sul marciapiede che già spendo 40 dollari per rimettermi ai piedi delle infradito (perse eroicamente nel Canyon), i negozi sono molto belli, ma sempre i soliti, la zona è decisamente turistica ma non guasta. Palella, che ha perso giacche e camicie non sa dove (secondo noi sono diventati trofei di guerra di qualche signora innamoratasi di lui segretamente negli ultimi 2 giorni), si sdraia al sole in camicia, l'ultima rimastagli, un principe. Berna che per ora non ha dato pareri negativi, ed è già un grande risultato, si mette a dormire lontano dai gabbiani che lo stavano per assalire, mentre alle sue spalle o vignu rischiamo di annegare sotto le enormi onde del pacifico. Ci aspettavamo un Ciccio super carico a cavalcare le onde californiane invece ci accontentiamo di vederlo ronfare sotto il sole.
La cena è l'ennesimo hamburger, da Johnny Rocket, se non altro decente, MI SON GIURATO ESSERE L'ULTIMO DELLA VACANZA, vi prego di ricordarmelo ogni giorno. Dopocena summit su cosa fare, Ciccio in camera a guardare il baseball, noi dopo 3 giorni di orsi e coperte tirate alle 22, decidiamo di uscire a vedere questa famosa nightlife di LA. Ovviamente non ci accontentiamo e scegliamo il posto più top di tutti, dove pare sia impossibile entrare e ci siano un sacco di mega star. Arriviamo come sempre eleganti e profumati, mancia al parcheggiatore, una schiera di paparazzi ci guarda con sospetto, chiaccherata col buttafuori, una montagna di cioccolato vestita di nero, inquitante; ci sorride e ci fa passare, incredible!
Dentro il locale è bellissimo, come gli altri che abbiamo visto a Chicago e Las Vegas, super curato e con bella musica, gran merito va anche alla civiltà degli americani che sanno decisamente divertirsi in maniera composta, senza scene da sagra come da noi a Milano...il primo approccio è di un simpatico tizio che si esalta alla nostra vista e ci chiede come sia andata a finire la festa della settimana precedente, ci offre della coca, ecco spiegata la sua memoria lungimirante, capiamo che in fondo tutto il mondo è paese, non certo ci aspettavamo di trovare una massa di agnellini, gentilmente rifiutiamo e lo lasciamo vagare per il locale in cerca di fortune.
Dentro sono tutti molto trendy, le ragazze, tutte bellissime, vestite all'ultimissimo grido, e qui è davvero l'ultimo in fatto di moda, mentre i ragazzi sembrano più menefreghisti, jeans e qualche t shirt scialba, dopotutto sono loro che sborsano, loro decidono e stranamente le girls non sembrano curarsene..bah :-D; crediamo che l'ambiente fosse pieno di gente della moda, dello spettacolo e dello star system, molto probabilemte tutti figli di, perchè nessuno li dentro aveva più di 30 anni o 5 anni di lavoro alle spalle. Se a Las Vegas tutti vanno PER divertirsi e si concedono una settimana di gioie, qui la gente trascorre così le giornate, "è sempre così" ci hanno detto. Fatti due conti o vinciamo subito all'enalotto o per tenere il ritmo qui serve una seconda vita, dopo aver passato la prima a lavorare mattina e sera.
A tratti mi ha ricordato Milano, più grande, più costosa, più modaiola, più stronza, più elitaria ma con la stessa anima. Beh qui c'è uno splendido mare in più, non i navigli, quindi volo a letto che domattina la corsetta me la faccio sulla spiaggia.
Notte gente, mi raccomando se avete consigli su cosa fare e dove andare noi siamo tutti orecchie!
Take care!
Di questa enorme metropoli non conservo un gran bel ricordo, dispersiva, sporca, piena di contrasti e controsensi, piena di gente che si fa i fatti suoi, molto diversa dalle City americane multirazziali come NY, San Francisco o Chicago. Qualcuno potrebbe dire che a 12 anni non si capisce molto del mondo, è vero, ma anche adesso che il giro di boa l'ho completato vedo le stesse cose ma solo da una prospettiva diversa.
Alloggiamo per stanotte al Georgian Hotel, sono praticamente convinto che l'abbiano trapiantato da Miami, Ocean Drive: pieno stile art Deco, fronte mare, una bella veranda dove sorseggiare cocktails mentre la vita ed il mare ti scorrono davanti. Santa Monica è bellissima come ricordavo, una cartolina da Baywatch. Non faccio a tempo a mettere piede sul marciapiede che già spendo 40 dollari per rimettermi ai piedi delle infradito (perse eroicamente nel Canyon), i negozi sono molto belli, ma sempre i soliti, la zona è decisamente turistica ma non guasta. Palella, che ha perso giacche e camicie non sa dove (secondo noi sono diventati trofei di guerra di qualche signora innamoratasi di lui segretamente negli ultimi 2 giorni), si sdraia al sole in camicia, l'ultima rimastagli, un principe. Berna che per ora non ha dato pareri negativi, ed è già un grande risultato, si mette a dormire lontano dai gabbiani che lo stavano per assalire, mentre alle sue spalle o vignu rischiamo di annegare sotto le enormi onde del pacifico. Ci aspettavamo un Ciccio super carico a cavalcare le onde californiane invece ci accontentiamo di vederlo ronfare sotto il sole.
La cena è l'ennesimo hamburger, da Johnny Rocket, se non altro decente, MI SON GIURATO ESSERE L'ULTIMO DELLA VACANZA, vi prego di ricordarmelo ogni giorno. Dopocena summit su cosa fare, Ciccio in camera a guardare il baseball, noi dopo 3 giorni di orsi e coperte tirate alle 22, decidiamo di uscire a vedere questa famosa nightlife di LA. Ovviamente non ci accontentiamo e scegliamo il posto più top di tutti, dove pare sia impossibile entrare e ci siano un sacco di mega star. Arriviamo come sempre eleganti e profumati, mancia al parcheggiatore, una schiera di paparazzi ci guarda con sospetto, chiaccherata col buttafuori, una montagna di cioccolato vestita di nero, inquitante; ci sorride e ci fa passare, incredible!
Dentro il locale è bellissimo, come gli altri che abbiamo visto a Chicago e Las Vegas, super curato e con bella musica, gran merito va anche alla civiltà degli americani che sanno decisamente divertirsi in maniera composta, senza scene da sagra come da noi a Milano...il primo approccio è di un simpatico tizio che si esalta alla nostra vista e ci chiede come sia andata a finire la festa della settimana precedente, ci offre della coca, ecco spiegata la sua memoria lungimirante, capiamo che in fondo tutto il mondo è paese, non certo ci aspettavamo di trovare una massa di agnellini, gentilmente rifiutiamo e lo lasciamo vagare per il locale in cerca di fortune.
Dentro sono tutti molto trendy, le ragazze, tutte bellissime, vestite all'ultimissimo grido, e qui è davvero l'ultimo in fatto di moda, mentre i ragazzi sembrano più menefreghisti, jeans e qualche t shirt scialba, dopotutto sono loro che sborsano, loro decidono e stranamente le girls non sembrano curarsene..bah :-D; crediamo che l'ambiente fosse pieno di gente della moda, dello spettacolo e dello star system, molto probabilemte tutti figli di, perchè nessuno li dentro aveva più di 30 anni o 5 anni di lavoro alle spalle. Se a Las Vegas tutti vanno PER divertirsi e si concedono una settimana di gioie, qui la gente trascorre così le giornate, "è sempre così" ci hanno detto. Fatti due conti o vinciamo subito all'enalotto o per tenere il ritmo qui serve una seconda vita, dopo aver passato la prima a lavorare mattina e sera.
A tratti mi ha ricordato Milano, più grande, più costosa, più modaiola, più stronza, più elitaria ma con la stessa anima. Beh qui c'è uno splendido mare in più, non i navigli, quindi volo a letto che domattina la corsetta me la faccio sulla spiaggia.
Notte gente, mi raccomando se avete consigli su cosa fare e dove andare noi siamo tutti orecchie!
Take care!
lunedì 23 agosto 2010
Death Valley and Yosemite Park
Se pansavate che la Death Valley avesse onorato il suo nome, vi siete sbagliati di grosso perché noi siamo invincibili! Abbiamo resistito anche ai 48 gradi della Valle della Morte, ai Coyote, alle tempeste di sabbia al vento bollente che ci ha consumato gli occhi.
Questa valle è davvero qualcosa di particolare, fa impressione attraversarla con la macchina, la temperatura del motore sale vertiginosamente mentre l’asfalto è talmente caldo da incollare gli pneumatici in terra. Al primo “view point” scendiamo sprovvisti del minimo goccio d’acqua, saliamo la collina e una mandria di italiani si accalca per scattare foto a questo paesaggio incredibile. Chilometri di rocce taglienti come coltelli, deserto, laghi aridi da centinaia di anni e pochi cactus invincibili, questa è la Death Valley. Alloggiamo a Fournace Creek, l’unica cittadina che sopravvive a questo clima marziano. Cittadina è un parolone, però ha un’ottima steak house e un campo da golf! Se mi avessero catapultato qui dal nulla avrei capito immediatamente che siamo in america, le loro bistecche contornate dalle 18 buche non mancano neppure nel più sperduto angolo degli USA.
La notte è passata veloce grazie ad un eroico condizionatore che ci ha praticamente salvato la vita, faceva un rumore simile a reattore di un Jumbo, probabilmente funzionava ad azoto liquido, tant’è ha funzionato.
Ci siamo messi in marcia, direzione Yosemite Park.
12 anni fa esatti, quando i problemi della mia vita erano solo i regali da scegliere nella lista di Babbo Natale, venni qui con la mia famiglia. Una raffica di ricordi mi è corsa davanti agli occhi mentre guidavo verso la meta, il posto che da bambino mi è sembrato meraviglioso è davvero meraviglioso.
Sembra quasi un film, non saprei dirvi quale, o forse meglio un dipinto, una tela impressionista piena del verde dei boschi e del blu del cielo. Dato che sono l’unico ad assaporare questo spettacolo vi racconto ciò che accade, sicuramente vi divertirà maggiormente.
Palè non appena scopre che passeremo 2 notti in una specie di tenda cabinata con bagno comune si spalma di miele e va in giro per il bosco alla ricerca di un orso affamato; Ciccio per ogni volta che gli scappa un “che bello sto posto” fa 3 telefonate dicendo che “eh insomma, speriamo sia meglio, se continua l’andazzo della vacanza è un casino, è tutto una merda, moriremo tutti”, Leopardi dovrebbe sodomizzarsi davanti a lui credo. Vignu procede nei suoi silenzi, conquistando ogni giorno una casella in più del Monopoli virtuale messo a disposizione dall’ iPad di Palè.
La prima notte è passata indenne, nonostante il freddo che è sceso nella valle e ci ha costretto ad usare le coperte di lana.
Mattinata di “hiking” ovvero camminata su per boschi e montagne. Palella ovviamente diserta dicendo di aver da lavorare al pc, ma fino a mezzo giorno nella hall non l’hanno visto, noi 3 partiamo, un po’ in ritardo rispetto ai piani che ci eravamo fatti ma è lo scotto da pagare per avere Vignu e Berna con se, due professionisti del sonno, se trovassero come far soldi dormendo potrebbero entrare nella classifica di Forbes. Alle 9 siamo comunque in marcia, la guida diceva che la nostra camminata sarebbe dovuta durare 6-8 h con un grado di difficoltà “very strenous”…noi che non siamo Messner ci siamo attrezzati con litri d’acqua e panini alla Nutella.
Dopo 15 minuti mi giro e non vedo più i miei compagni di viaggio, rifletto sul motto di mio padre durante le scalate da bambino “chi si ferma è perduto” e continuo convinto di ritrovarli poi in cima. La nostra meta sono le Yosemite Falls, le quinte cascate più alte al mondo, quasi 9000 piedi raggiungibili con 5,5 km di camminata (altri 6 a scendere).
La salita è stata massacrante, con dei punti davvero impossibili, ma completo l’opera in 1 h e 55 minuti, giuro di aver guardato l’orologio 10 volte prima di crederci avendo l’allenamento di un panda da zoo. Vignu e Berna arrivano una mezz’ora dopo molto meno provati di quanto pensassi. Per rigenerarci decidiamo di lanciarci in una delle piscine naturali create dalla cascata. Potete ricreare lo stesso effetto anche a casa, prendendo 10 spiedi da barbecue e conficcandoveli nel costato. Berna ha la bella idea di lanciarsi con i Persol, ovviamente finiscono in fondo alla pozza. Ciccio eroicamente si immerge e torna vincitore, ma con un colorito in faccia più simile ad un Puffo che ad un umano.
Io proseguo la camminata, altri 2 km per raggiungere il famoso cucuzzolo della montagna (ennesima idea poco lungimirante), gli altri sapientemente tornano giù.
Da sopra il panorama è fenomenale, n’è valsa davvero la pena.
La discesa è stata davvero massacrante, le ginocchia pensavo mi si staccassero e le mie tibie continuassero da sole, serviva un barile di Nutella non mezzo barattolo.
Scendendo mi sono anche imbattuto in un simpatico serpente a sonagli, dopo lo spavento iniziale di trovarmelo faccia a faccia ho lasciato che proseguisse per la sua strada mentre gli scattavo un po’ di foto.
Siamo rientrati, docciati e riposati in camera con tanto di video proiezione di Wall Street, Gordon Gekko ha sempre il suo fascino anche in mezzo agli orsi.
Di orsi nemmeno l’ombra, speriamo tanto di trovarne uno domattina presto mentre ci dirigeremo verso la vera California, quella delle spiagge e dei surfisti, delle bionde sui rollerblade e delle auto cabriolet.
A domani amici, qui sono le 21 e dobbiamo ritirarci in camera se non vogliamo conoscere il Grizzly da vicino.
Questa valle è davvero qualcosa di particolare, fa impressione attraversarla con la macchina, la temperatura del motore sale vertiginosamente mentre l’asfalto è talmente caldo da incollare gli pneumatici in terra. Al primo “view point” scendiamo sprovvisti del minimo goccio d’acqua, saliamo la collina e una mandria di italiani si accalca per scattare foto a questo paesaggio incredibile. Chilometri di rocce taglienti come coltelli, deserto, laghi aridi da centinaia di anni e pochi cactus invincibili, questa è la Death Valley. Alloggiamo a Fournace Creek, l’unica cittadina che sopravvive a questo clima marziano. Cittadina è un parolone, però ha un’ottima steak house e un campo da golf! Se mi avessero catapultato qui dal nulla avrei capito immediatamente che siamo in america, le loro bistecche contornate dalle 18 buche non mancano neppure nel più sperduto angolo degli USA.
La notte è passata veloce grazie ad un eroico condizionatore che ci ha praticamente salvato la vita, faceva un rumore simile a reattore di un Jumbo, probabilmente funzionava ad azoto liquido, tant’è ha funzionato.
Ci siamo messi in marcia, direzione Yosemite Park.
12 anni fa esatti, quando i problemi della mia vita erano solo i regali da scegliere nella lista di Babbo Natale, venni qui con la mia famiglia. Una raffica di ricordi mi è corsa davanti agli occhi mentre guidavo verso la meta, il posto che da bambino mi è sembrato meraviglioso è davvero meraviglioso.
Sembra quasi un film, non saprei dirvi quale, o forse meglio un dipinto, una tela impressionista piena del verde dei boschi e del blu del cielo. Dato che sono l’unico ad assaporare questo spettacolo vi racconto ciò che accade, sicuramente vi divertirà maggiormente.
Palè non appena scopre che passeremo 2 notti in una specie di tenda cabinata con bagno comune si spalma di miele e va in giro per il bosco alla ricerca di un orso affamato; Ciccio per ogni volta che gli scappa un “che bello sto posto” fa 3 telefonate dicendo che “eh insomma, speriamo sia meglio, se continua l’andazzo della vacanza è un casino, è tutto una merda, moriremo tutti”, Leopardi dovrebbe sodomizzarsi davanti a lui credo. Vignu procede nei suoi silenzi, conquistando ogni giorno una casella in più del Monopoli virtuale messo a disposizione dall’ iPad di Palè.
La prima notte è passata indenne, nonostante il freddo che è sceso nella valle e ci ha costretto ad usare le coperte di lana.
Mattinata di “hiking” ovvero camminata su per boschi e montagne. Palella ovviamente diserta dicendo di aver da lavorare al pc, ma fino a mezzo giorno nella hall non l’hanno visto, noi 3 partiamo, un po’ in ritardo rispetto ai piani che ci eravamo fatti ma è lo scotto da pagare per avere Vignu e Berna con se, due professionisti del sonno, se trovassero come far soldi dormendo potrebbero entrare nella classifica di Forbes. Alle 9 siamo comunque in marcia, la guida diceva che la nostra camminata sarebbe dovuta durare 6-8 h con un grado di difficoltà “very strenous”…noi che non siamo Messner ci siamo attrezzati con litri d’acqua e panini alla Nutella.
Dopo 15 minuti mi giro e non vedo più i miei compagni di viaggio, rifletto sul motto di mio padre durante le scalate da bambino “chi si ferma è perduto” e continuo convinto di ritrovarli poi in cima. La nostra meta sono le Yosemite Falls, le quinte cascate più alte al mondo, quasi 9000 piedi raggiungibili con 5,5 km di camminata (altri 6 a scendere).
La salita è stata massacrante, con dei punti davvero impossibili, ma completo l’opera in 1 h e 55 minuti, giuro di aver guardato l’orologio 10 volte prima di crederci avendo l’allenamento di un panda da zoo. Vignu e Berna arrivano una mezz’ora dopo molto meno provati di quanto pensassi. Per rigenerarci decidiamo di lanciarci in una delle piscine naturali create dalla cascata. Potete ricreare lo stesso effetto anche a casa, prendendo 10 spiedi da barbecue e conficcandoveli nel costato. Berna ha la bella idea di lanciarsi con i Persol, ovviamente finiscono in fondo alla pozza. Ciccio eroicamente si immerge e torna vincitore, ma con un colorito in faccia più simile ad un Puffo che ad un umano.
Io proseguo la camminata, altri 2 km per raggiungere il famoso cucuzzolo della montagna (ennesima idea poco lungimirante), gli altri sapientemente tornano giù.
Da sopra il panorama è fenomenale, n’è valsa davvero la pena.
La discesa è stata davvero massacrante, le ginocchia pensavo mi si staccassero e le mie tibie continuassero da sole, serviva un barile di Nutella non mezzo barattolo.
Scendendo mi sono anche imbattuto in un simpatico serpente a sonagli, dopo lo spavento iniziale di trovarmelo faccia a faccia ho lasciato che proseguisse per la sua strada mentre gli scattavo un po’ di foto.
Siamo rientrati, docciati e riposati in camera con tanto di video proiezione di Wall Street, Gordon Gekko ha sempre il suo fascino anche in mezzo agli orsi.
Di orsi nemmeno l’ombra, speriamo tanto di trovarne uno domattina presto mentre ci dirigeremo verso la vera California, quella delle spiagge e dei surfisti, delle bionde sui rollerblade e delle auto cabriolet.
A domani amici, qui sono le 21 e dobbiamo ritirarci in camera se non vogliamo conoscere il Grizzly da vicino.
sabato 21 agosto 2010
Bye Vegas, Desert Again
Abbiamo lasciato Las Vegas, chi a malincuore e chi come me era contento di andarsene, sarà perchè non ho vinto un penny forse ?? :-D Evito riflessioni su questa città e sugli americani, la racconterò davanti ad un bicchiere di vino a chi vorrà.
ci siamo incamminati verso il deserto del Mojave, ci siamo imbattutti in un piccolo ammasso di case abbandonate, Nipton, lì c'era la nostra prenotazione alberghiera, sembrava di essere nel 1800, un vecchio vagone del treno abbandonato, un passaggio a livello penzolante, piccoli tornado di sabbia che si alzavano dal nulla. Abbiamo perlustrato la zona ed abbiamo deciso di comune accordo di proseguire avvicinandoci alla Death Valley, Palella asseriva che passare da un 5 stelle a quella baracca gli avrebbe provocato danni irreparabili...non abbiamo voluto sperimentare.
Abbiamo preso in mano la cartina ed abbiamo scelto a caso una città che avesse più di 2000 abitanti ed un Best Western, quando c'è lui vuol dire che il posto non è poi così abbandonato. Ecco che come per magia sbuca il vero colpo di genio "non facciamo le freeway, passiamo dalla strada normale che forse è anche più corta, tanto è comunque presto", Palella si esalta ed accetta, gli altri due seduti dietro giocano a Monopoli con l'iPad ed emettono una specie di grugnito, dunque si va.
Il primo pezzo di strada è assolutamente spettacolare, una lunghissima lingua di asfalto rosso che corre in mezzo al deserto del Nevada, ci fermiamo per un bisognino e per un pò di foto. Proseguiamo e le buche aumentano, troviamo una sorta di cantiere stradale abbandonato, cè solo un signore con la faccia scavata dal vento e dall'esperienza che ci guarda passare esterrefatti...pochi minuti dopo avremmo capito perchè.
La strada qualche curva dopo non è più una strada, è un sentiero pieno di rocce grandi come palle da basket, mentre riflettiamo su come procedere ci imbattiamo in 3 tori e 2 vitelli, che fortunatamente sembravano sedati, Folco Quilici Berna come al solito si dimostra grande amante dell'avventura ed infama tutti, mentre io me la rido divertito. La strada ad un certo punto si biforca, ovviamente scegliamo quella sbagliata, piena di massi e crepacci, il nostro GMC non ce l'avrebbe fatta, ecco perchè avrei preferito un Hammer...
Facciamo inversione ad U non senza qualche difficoltà nè arrancamento di rocce sotto il SUV, prendiamo l'altro bivio che è molto più docile, procediamo sullo sterrato per circa 40 minuti, asfalto di nuovo, ce l'abbiamo fatta.
Davanti a noi uno degli spettacoli più belli dei 20 giorni trascorsi, un deserto sterminato circondato da montagne, è il tramonto e tutto sembra avere un aurea magica. Fermiamo la macchina ed intorno a noi solo il silenzio, anzi, il silenzio e Palella che per la milionesima volta dice " aò Bberna, buttami un primo piano random" :-D incorreggibile.
Arriviamo a Pahrump, cittadina nel deserto del Nevada, Best Wester molto carino, affianco un ristorante/intrattenimento del paese ci offre un ottima cena a base delle solite porcherie americane mentre davanti a noi i locali giocano a Bowling e ci guardano come alieni. Partitina a Bowling, a freccette, a biliardo, una Bud e ce ne andiamo a letto.
Sto iniziando ad avere un pò di nostalgia dell'Italia, della vita comune, del lavoro, dei parenti e degli affetti, ma ormai manca poco ed è giusto tener duro per completare l'opera. Adesso la mia unica speranza è quella di riuscire a vedere la finale di super coppa tra un'ora e mezza e vedere cosa combina la mia Inter pluri campione.
ci siamo incamminati verso il deserto del Mojave, ci siamo imbattutti in un piccolo ammasso di case abbandonate, Nipton, lì c'era la nostra prenotazione alberghiera, sembrava di essere nel 1800, un vecchio vagone del treno abbandonato, un passaggio a livello penzolante, piccoli tornado di sabbia che si alzavano dal nulla. Abbiamo perlustrato la zona ed abbiamo deciso di comune accordo di proseguire avvicinandoci alla Death Valley, Palella asseriva che passare da un 5 stelle a quella baracca gli avrebbe provocato danni irreparabili...non abbiamo voluto sperimentare.
Abbiamo preso in mano la cartina ed abbiamo scelto a caso una città che avesse più di 2000 abitanti ed un Best Western, quando c'è lui vuol dire che il posto non è poi così abbandonato. Ecco che come per magia sbuca il vero colpo di genio "non facciamo le freeway, passiamo dalla strada normale che forse è anche più corta, tanto è comunque presto", Palella si esalta ed accetta, gli altri due seduti dietro giocano a Monopoli con l'iPad ed emettono una specie di grugnito, dunque si va.
Il primo pezzo di strada è assolutamente spettacolare, una lunghissima lingua di asfalto rosso che corre in mezzo al deserto del Nevada, ci fermiamo per un bisognino e per un pò di foto. Proseguiamo e le buche aumentano, troviamo una sorta di cantiere stradale abbandonato, cè solo un signore con la faccia scavata dal vento e dall'esperienza che ci guarda passare esterrefatti...pochi minuti dopo avremmo capito perchè.
La strada qualche curva dopo non è più una strada, è un sentiero pieno di rocce grandi come palle da basket, mentre riflettiamo su come procedere ci imbattiamo in 3 tori e 2 vitelli, che fortunatamente sembravano sedati, Folco Quilici Berna come al solito si dimostra grande amante dell'avventura ed infama tutti, mentre io me la rido divertito. La strada ad un certo punto si biforca, ovviamente scegliamo quella sbagliata, piena di massi e crepacci, il nostro GMC non ce l'avrebbe fatta, ecco perchè avrei preferito un Hammer...
Facciamo inversione ad U non senza qualche difficoltà nè arrancamento di rocce sotto il SUV, prendiamo l'altro bivio che è molto più docile, procediamo sullo sterrato per circa 40 minuti, asfalto di nuovo, ce l'abbiamo fatta.
Davanti a noi uno degli spettacoli più belli dei 20 giorni trascorsi, un deserto sterminato circondato da montagne, è il tramonto e tutto sembra avere un aurea magica. Fermiamo la macchina ed intorno a noi solo il silenzio, anzi, il silenzio e Palella che per la milionesima volta dice " aò Bberna, buttami un primo piano random" :-D incorreggibile.
Arriviamo a Pahrump, cittadina nel deserto del Nevada, Best Wester molto carino, affianco un ristorante/intrattenimento del paese ci offre un ottima cena a base delle solite porcherie americane mentre davanti a noi i locali giocano a Bowling e ci guardano come alieni. Partitina a Bowling, a freccette, a biliardo, una Bud e ce ne andiamo a letto.
Sto iniziando ad avere un pò di nostalgia dell'Italia, della vita comune, del lavoro, dei parenti e degli affetti, ma ormai manca poco ed è giusto tener duro per completare l'opera. Adesso la mia unica speranza è quella di riuscire a vedere la finale di super coppa tra un'ora e mezza e vedere cosa combina la mia Inter pluri campione.
mercoledì 18 agosto 2010
Grand Canyon Riding Adventure
Esistono alcuni luoghi su questa terra che ti tolgono il fiato, che ti fanno sentire piccolo ed impotente, che ti fanno emozionare come un grande film, una canzone. Il Grand Canyon è sicuramente tra questi luoghi magici.
Ma partiamo dal principio:
Ore 5 lunedi mattina, facce da post incontro di box, caldo infernale per arrivare alla macchina, colazione tremenda.
20 minuti di shuttle verso l'aeroporto, mezz'ora di attesa e 60 dollari spesi in cappellini e ammenicoli utili alla nostra sopravvivenza. Io racconto la mia passata esperienza su questi stessi aerei nel Canyon, cresce l'agitazione comune.
Ci sediamo in questa specie di baguette con le ali, insieme ad altre 5 persone. Cuffie in testa perchè il rumore delle eliche è assordante, penso: "nessun vuoto d'aria, alla grande, 14 anni fa stavo per vomitare"...evidentemente mi ero dimenticato dell'atterraggio, iniziamo a scendere a velocità vertiginosa, Berna si chiede dove cazzo sia la pista. Perchè effettivamente non c'è, e questi aerei non hanno modo di rallentare in volo, arrivano giù sparati a 200km/h. Bene. Vignu ovviamente dorme.
Sopravviviamo e attendiamo il nostro turno sul secondo elicottero della vacanza, 8 minuti per raggiungere il nostro punto di partenza, salgo da solo per primo, insieme ad una simpaticissima famiglia francese, appena iniziamo a scendere nel Canyon ci si apre davanti uno scenario incredibile, un brivido mi corre sulla schiena, un'emozione indescrivibile, anche gli altri miei 3 fidati colleghi rimangono a bocca aperta.
Piccolo briefing e via con questa specie di zattera/bananone equipaggiata di tutto, la compagnia è di 28 persone e tutti sembrano dei perfetti boy scout, tra me con la sacca Vuitton, Palella con l'IPad, Berna con Persol e Vignu in camicia ci siamo già auto-eletti come i "fuori luogo".
Appena partiti ovviamente mi siedo in punta, sprezzante del pericolo, esordisco ridendo con "secondo me le mie infradito non durano più di un'ora". Alla prima rapida ho fatto un volo degno di un trapezzista, infradito sinistra persa dopo 1 minuti e 48 secondi. Bene.
Prima pausa pranzo in uno spiazzo lungo il fiume, le nostre guide allestiscono un self service in 50 secondi, Palè si spara 3 panini doppio strato fra gli applausi degli americani.
La nostra capo gita inizia a raccontarci come funziona il tutto, cerco di riassumervi velocemente il tutto in poche parole:
Alle 17 ci si accampa, facciamo una catena umana per scaricare tutto dalla barca, ognuno si cerca uno spiazzo per dormire, lontano dalla cucina da campo e dal cesso. Il cesso ovviamente non è un cesso, i liquidi vanno nel liquido, quindi la si fa direttamente in acqua, per il resto c'è una tenda gialla, che contiene una scatola sormontata solo dalla tazza. Ovviamente niente sciacquone. La doccia non è una doccia, ci si lava nel fiume con i saponi bio degradabili ( noi ci siamo presentati con Fructis e Badedas). Peccato che il fiume avesse un colore vicino al Nesquik. Ognuno si monta il lettino o la tenda se preferisce, la mattina smonta tutto e lo fa trovar pronto per ricaricarlo sulla barca. La mattina non è mattina, è NOTTE, la sveglia infatti è al sorgere del sole: ore 5:10. Capitolo animali: " è normale che troverete mosche, serpenti, ragni scorpioni, corvi e gatti del deserto, nessuno è mortale, tranne qualche vipera, perciò se venite morsi da un serpente verrete immediatamente portati via in elicottero". Palella cerca un innocuo serpente tra le rocce per farsi immediatamente portar via e tornare a Las Vegas.
Primo bagno nel fiume, una figata, ma l'acqua è davvero fredda, per non dire GELIDA.
Il viaggio però è divertente, inizia una guerra a secchiate e liquidator, iniziamo a far capire chi comanda :-D.
Appena arrivati facciamo esattamente quello che vi ho racconato, alle 18 e 30 ceniamo, alle 21 tutti a letto, al buio più totale, siamo in 4 con una torcia comprata all'ultimo secondo. Gli altri intanto allestiscono dei falò e girano con i bengala, siamo un disastro. Io passo la notte insonne, caldo infernale, Vignu dorme infilato nel sacco a pelo...bah!
Il giorno seguente si svolge fondamentalmente nella stessa maniera, rapide e qualche camminata in mezzo a questo scenario meraviglioso, ma diventiamo ufficialmente gli idoli della vacanza, sia dei genitori con i quali si parla di un pò di tutto, sia dei ragazzini, che ascoltano ammaliati le nostre storie. Alla fine ce la siamo cavata alla grandissima.
Oggi sempre sveglia presto, ultime risate in compagnia e via tornati verso Las Vegas dopo un viaggio di 8 ore tra barca e pullman.
Vi scrivo dal più nuovo e lussuoso hotel di Vegas, le TV, la vasca idromassaggio e la doccia, il grande letto, i rubinetti dorati e l'acqua calda, ora non sono più soltanto qualcosa di scontato, piaceri della nostra vita, sono qualcosa di diverso, qualcosa di più, che ci fa capire come la vita possa cambiare in pochissimi attimi, di quanto sia importante sapersi adattare ed apprezzare ogni alba che ci viene concessa, sotto morbide coperte o vestiti su una branda, sotto un immenso e meraviglioso cielo stellato.
Ma partiamo dal principio:
Ore 5 lunedi mattina, facce da post incontro di box, caldo infernale per arrivare alla macchina, colazione tremenda.
20 minuti di shuttle verso l'aeroporto, mezz'ora di attesa e 60 dollari spesi in cappellini e ammenicoli utili alla nostra sopravvivenza. Io racconto la mia passata esperienza su questi stessi aerei nel Canyon, cresce l'agitazione comune.
Ci sediamo in questa specie di baguette con le ali, insieme ad altre 5 persone. Cuffie in testa perchè il rumore delle eliche è assordante, penso: "nessun vuoto d'aria, alla grande, 14 anni fa stavo per vomitare"...evidentemente mi ero dimenticato dell'atterraggio, iniziamo a scendere a velocità vertiginosa, Berna si chiede dove cazzo sia la pista. Perchè effettivamente non c'è, e questi aerei non hanno modo di rallentare in volo, arrivano giù sparati a 200km/h. Bene. Vignu ovviamente dorme.
Sopravviviamo e attendiamo il nostro turno sul secondo elicottero della vacanza, 8 minuti per raggiungere il nostro punto di partenza, salgo da solo per primo, insieme ad una simpaticissima famiglia francese, appena iniziamo a scendere nel Canyon ci si apre davanti uno scenario incredibile, un brivido mi corre sulla schiena, un'emozione indescrivibile, anche gli altri miei 3 fidati colleghi rimangono a bocca aperta.
Piccolo briefing e via con questa specie di zattera/bananone equipaggiata di tutto, la compagnia è di 28 persone e tutti sembrano dei perfetti boy scout, tra me con la sacca Vuitton, Palella con l'IPad, Berna con Persol e Vignu in camicia ci siamo già auto-eletti come i "fuori luogo".
Appena partiti ovviamente mi siedo in punta, sprezzante del pericolo, esordisco ridendo con "secondo me le mie infradito non durano più di un'ora". Alla prima rapida ho fatto un volo degno di un trapezzista, infradito sinistra persa dopo 1 minuti e 48 secondi. Bene.
Prima pausa pranzo in uno spiazzo lungo il fiume, le nostre guide allestiscono un self service in 50 secondi, Palè si spara 3 panini doppio strato fra gli applausi degli americani.
La nostra capo gita inizia a raccontarci come funziona il tutto, cerco di riassumervi velocemente il tutto in poche parole:
Alle 17 ci si accampa, facciamo una catena umana per scaricare tutto dalla barca, ognuno si cerca uno spiazzo per dormire, lontano dalla cucina da campo e dal cesso. Il cesso ovviamente non è un cesso, i liquidi vanno nel liquido, quindi la si fa direttamente in acqua, per il resto c'è una tenda gialla, che contiene una scatola sormontata solo dalla tazza. Ovviamente niente sciacquone. La doccia non è una doccia, ci si lava nel fiume con i saponi bio degradabili ( noi ci siamo presentati con Fructis e Badedas). Peccato che il fiume avesse un colore vicino al Nesquik. Ognuno si monta il lettino o la tenda se preferisce, la mattina smonta tutto e lo fa trovar pronto per ricaricarlo sulla barca. La mattina non è mattina, è NOTTE, la sveglia infatti è al sorgere del sole: ore 5:10. Capitolo animali: " è normale che troverete mosche, serpenti, ragni scorpioni, corvi e gatti del deserto, nessuno è mortale, tranne qualche vipera, perciò se venite morsi da un serpente verrete immediatamente portati via in elicottero". Palella cerca un innocuo serpente tra le rocce per farsi immediatamente portar via e tornare a Las Vegas.
Primo bagno nel fiume, una figata, ma l'acqua è davvero fredda, per non dire GELIDA.
Il viaggio però è divertente, inizia una guerra a secchiate e liquidator, iniziamo a far capire chi comanda :-D.
Appena arrivati facciamo esattamente quello che vi ho racconato, alle 18 e 30 ceniamo, alle 21 tutti a letto, al buio più totale, siamo in 4 con una torcia comprata all'ultimo secondo. Gli altri intanto allestiscono dei falò e girano con i bengala, siamo un disastro. Io passo la notte insonne, caldo infernale, Vignu dorme infilato nel sacco a pelo...bah!
Il giorno seguente si svolge fondamentalmente nella stessa maniera, rapide e qualche camminata in mezzo a questo scenario meraviglioso, ma diventiamo ufficialmente gli idoli della vacanza, sia dei genitori con i quali si parla di un pò di tutto, sia dei ragazzini, che ascoltano ammaliati le nostre storie. Alla fine ce la siamo cavata alla grandissima.
Oggi sempre sveglia presto, ultime risate in compagnia e via tornati verso Las Vegas dopo un viaggio di 8 ore tra barca e pullman.
Vi scrivo dal più nuovo e lussuoso hotel di Vegas, le TV, la vasca idromassaggio e la doccia, il grande letto, i rubinetti dorati e l'acqua calda, ora non sono più soltanto qualcosa di scontato, piaceri della nostra vita, sono qualcosa di diverso, qualcosa di più, che ci fa capire come la vita possa cambiare in pochissimi attimi, di quanto sia importante sapersi adattare ed apprezzare ogni alba che ci viene concessa, sotto morbide coperte o vestiti su una branda, sotto un immenso e meraviglioso cielo stellato.
domenica 15 agosto 2010
Las Vegas
"Questa non è una città, è un parco giochi per bambini troppo cresciuti."
Il post potrebbe già finire qui ma qualche dettaglio ve lo racconto molto volentieri!
Siamo qui perchè abbiamo deciso di seguire alcuni conoscenti la sera di ferragosto (amici di Palè), le parti erano un pò divise, Palè e Vignu molto carichi, io e Ciccio un pò meno, sapendo che comunque qui ci saremmo venuti fra 3 giorni e Las Vegas non è proprio quella che si dice una città economica... Vorrà dire che avrò un pretesto per tornare: visitare lo Zion Park. Pensandoci bene abbiamo visto più parchi noi del Ranger Smith. Ma di Yoghi e Bubu neppure l'ombra.
Las Vegas è davvero qualcosa di assurdo, un Monopoli grandezza naturale, costruito in mezzo al deserto del Nevada, con il quale condivide soltanto il caldo soffocante. Ma nessun problema, la vita qui è completamente "indoor", ovvero le persone non camminano per strada, si muovono da un hotel all'altro con enormi limusine o macchine sfavillanti.
E questi non sono hotel, sono delle città. A parte le dimensioni (ormai abbiamo fatto il callo alle manie di grandezza americane), la cosa che già mi impressionò anni fa sono le decine di ristoranti, negozi, piscine, parchi giochi, teatri, cinema che abitano questi mostri di cemento. Qui al MGM ci sono i migliori ristoranti d'america, i più grandi chef del mondo hanno implementato il loro sapere per rendere ancora più prestigioso il valore dell'albergo, e come qui anche gli altri 5 stelle della città si danno battaglia a colpi di prelibatezze. Non pensiate che manchino i Mc Donald's, Starbucks e altre catene di fast food, e purtroppo sono sempre pieni zeppi, un pò per la grande differenza di prezzo, ma soprattutto perchè, come già ho scritto, a questi energumeni culoni non interessa mangiare una ratatouille al pesto di capperi.
Il capitolo casinò meglio che lo lasciamo perdere, han fatto meno danni i giapponesi a Perl Harbor 65 anni fa.
Fortunatamente nessuno di noi è il tipico profilo del giocatore compulsivo ma siamo divertenti a guardarci dall'esterno: Palella camminando per le infinite distese di tavoli ogni tanto dice di avere le visioni vincenti, oltre al gastroenterelogo avrebbe bisogno di uno psichiatra :-D Io che mi siedo ai tavoli da poker, faccio un pò di beneficenza a chi mi sta più simpatico e me ne vado incazzato. Vignu che si gioca i suoi 10 dollari ed esce puntualmente con 100 sfottendoci e Berna che sembra il nostro papà e ci tiene i portafogli per aiutarci a non dover chidere le elemosina per strada...comunque siamo tutti in pari, Vignu ovviamente escluso.
La cosa davvero divertente è che questi nostri conoscenti per i quali siam venuti qui manco li abbiamo visti! Prima che arrivassimo facevano i gradassi decantando le loro qualità nel pierraggio americano, dopo 2 ore ci siamo trovati abbandonati nella città ora più affollata degli Stati Uniti senza una prenotazione per nessun ristorante, festa o discoteca.
Le code che abbiamo visto davanti ai locali ieri sera erano simili alle processioni siciliane nel giorno del Santo Patrono del paese.
Ma come si dice, i soldi non fanno la felicità ma qui a Las Vegas ti fanno certamente saltare le code...con poco più del costo normale di ingresso abbiamo preso un tavolo che ci ha permesso di entrare subito e non essere spappolati dalla calca impazzita al ritmo di RnB, e a Ciccio di fare una foto a Paris Hilton che era qualche metro più in là. Io le avrei tirato la bottiglia ma avevo sete...
Ora ci stiamo concedendo un pò di riposo, prima in piscina sotto il sole cocente ora in questa bella camera con vista Flamingo Road, da domani le comunicazioni diventeranno praticamente impossibili, alle 5 di mattina saliremo su un piccolo aereo che ci porterà al Gand Canyon, li ci aspetta un elicottero (e mi auguro non sia come l'altro che pareva quello telecomandato dai Pakistani davanti ai bar milanesi) col quale risaliremo il fiume Colorado, sorvolandolo dentro al canyon. Giunti a destinazione scenderemo il fiume con una specie di canoa/zattera/canotto per 2 notti e 3 giorni, dormita in tenda e doccia sotto qualche cascata di acqua dolce, è la parte di vacanza che tutti aspettiamo maggiormente, siamo fiduciosi che non tradirà le nostre attese.
Il bagaglio da portare sarà ridotto al minimo, e presumiamo che sarà dura telefonare e mandar mail,ma comunque avremo dietro i cellulari.
Cari amici godetevi dunque con grande calma questi 3 giorni di pioggia italiana , condita con un pò di traffico autostradale :-D, noi torneremo presto con tante bellissime foto ed un nuovo racconto.
Take care and see you soon!
AASG
Il post potrebbe già finire qui ma qualche dettaglio ve lo racconto molto volentieri!
Siamo qui perchè abbiamo deciso di seguire alcuni conoscenti la sera di ferragosto (amici di Palè), le parti erano un pò divise, Palè e Vignu molto carichi, io e Ciccio un pò meno, sapendo che comunque qui ci saremmo venuti fra 3 giorni e Las Vegas non è proprio quella che si dice una città economica... Vorrà dire che avrò un pretesto per tornare: visitare lo Zion Park. Pensandoci bene abbiamo visto più parchi noi del Ranger Smith. Ma di Yoghi e Bubu neppure l'ombra.
Las Vegas è davvero qualcosa di assurdo, un Monopoli grandezza naturale, costruito in mezzo al deserto del Nevada, con il quale condivide soltanto il caldo soffocante. Ma nessun problema, la vita qui è completamente "indoor", ovvero le persone non camminano per strada, si muovono da un hotel all'altro con enormi limusine o macchine sfavillanti.
E questi non sono hotel, sono delle città. A parte le dimensioni (ormai abbiamo fatto il callo alle manie di grandezza americane), la cosa che già mi impressionò anni fa sono le decine di ristoranti, negozi, piscine, parchi giochi, teatri, cinema che abitano questi mostri di cemento. Qui al MGM ci sono i migliori ristoranti d'america, i più grandi chef del mondo hanno implementato il loro sapere per rendere ancora più prestigioso il valore dell'albergo, e come qui anche gli altri 5 stelle della città si danno battaglia a colpi di prelibatezze. Non pensiate che manchino i Mc Donald's, Starbucks e altre catene di fast food, e purtroppo sono sempre pieni zeppi, un pò per la grande differenza di prezzo, ma soprattutto perchè, come già ho scritto, a questi energumeni culoni non interessa mangiare una ratatouille al pesto di capperi.
Il capitolo casinò meglio che lo lasciamo perdere, han fatto meno danni i giapponesi a Perl Harbor 65 anni fa.
Fortunatamente nessuno di noi è il tipico profilo del giocatore compulsivo ma siamo divertenti a guardarci dall'esterno: Palella camminando per le infinite distese di tavoli ogni tanto dice di avere le visioni vincenti, oltre al gastroenterelogo avrebbe bisogno di uno psichiatra :-D Io che mi siedo ai tavoli da poker, faccio un pò di beneficenza a chi mi sta più simpatico e me ne vado incazzato. Vignu che si gioca i suoi 10 dollari ed esce puntualmente con 100 sfottendoci e Berna che sembra il nostro papà e ci tiene i portafogli per aiutarci a non dover chidere le elemosina per strada...comunque siamo tutti in pari, Vignu ovviamente escluso.
La cosa davvero divertente è che questi nostri conoscenti per i quali siam venuti qui manco li abbiamo visti! Prima che arrivassimo facevano i gradassi decantando le loro qualità nel pierraggio americano, dopo 2 ore ci siamo trovati abbandonati nella città ora più affollata degli Stati Uniti senza una prenotazione per nessun ristorante, festa o discoteca.
Le code che abbiamo visto davanti ai locali ieri sera erano simili alle processioni siciliane nel giorno del Santo Patrono del paese.
Ma come si dice, i soldi non fanno la felicità ma qui a Las Vegas ti fanno certamente saltare le code...con poco più del costo normale di ingresso abbiamo preso un tavolo che ci ha permesso di entrare subito e non essere spappolati dalla calca impazzita al ritmo di RnB, e a Ciccio di fare una foto a Paris Hilton che era qualche metro più in là. Io le avrei tirato la bottiglia ma avevo sete...
Ora ci stiamo concedendo un pò di riposo, prima in piscina sotto il sole cocente ora in questa bella camera con vista Flamingo Road, da domani le comunicazioni diventeranno praticamente impossibili, alle 5 di mattina saliremo su un piccolo aereo che ci porterà al Gand Canyon, li ci aspetta un elicottero (e mi auguro non sia come l'altro che pareva quello telecomandato dai Pakistani davanti ai bar milanesi) col quale risaliremo il fiume Colorado, sorvolandolo dentro al canyon. Giunti a destinazione scenderemo il fiume con una specie di canoa/zattera/canotto per 2 notti e 3 giorni, dormita in tenda e doccia sotto qualche cascata di acqua dolce, è la parte di vacanza che tutti aspettiamo maggiormente, siamo fiduciosi che non tradirà le nostre attese.
Il bagaglio da portare sarà ridotto al minimo, e presumiamo che sarà dura telefonare e mandar mail,ma comunque avremo dietro i cellulari.
Cari amici godetevi dunque con grande calma questi 3 giorni di pioggia italiana , condita con un pò di traffico autostradale :-D, noi torneremo presto con tante bellissime foto ed un nuovo racconto.
Take care and see you soon!
AASG
venerdì 13 agosto 2010
Arches, Monument Valley and Petrified Forest
Scorpacciata di silenzio e natura. Anzi solo di natura, il silenzio con Palella è un concetto totalmente utopico :-)
L'Arches Nat Park è stato davvero stupendo, erosioni di milioni di anni hanno creato uno spettacolo naturale bellissimo (vedere foto su Facebook). Giunti in cima ad una roccia altissima, con una scalata decisamente pericolosa per ottenere una foto, un chioccìo femminile: "ragazzi su muovetevi noi dobbiamo fare le foto al sasso!". Vacanza in posti desolati finita. Ignoranza italiana ricominciata. Per raggiungere l'arco ci è servita una camminata di circa un ora, Salvo dopo 4 minuti aveva già chiesto le chiavi della macchina, lo abbiamo spronato a continuare. Al minuto 32 gli è apparsa la Madonna di Moab. Alla fine però ce l'ha fatta eroicamente trascinandosi come un sacco di patate. Per tornare indietro gli abbiamo promesso un triplo bacon cheeseburger con patatine, è servito.
Dopo pranzo ci siamo messi in viaggio verso Kayenta, un paesino sperduto nel deserto dell'Arizona, dove i volti americani iniziano ad avere il caldo colore della terra e i tratti della storia. Prima della città, davanti a noi l'immenso spettacolo della Monument Valley, l'8a meraviglia del mondo, così dicono. Effettivamente è qualcosa di meraviglioso. Enormi palazzi di pietra rossa che si ergono in mezzo al deserto duro e verde del centro america. Foto e via verso una camera da letto.
Sfortunatamente troviamo un conteiner al posto dell'hotel. Se non altro è pulito, e sfornano Cheesburger 24h su 24, cosa che galvanizza il Palella. Di internet e telefoni ovviamente non se ne parla, a dominare è ancora la natura, siamo scollegati dal mondo da 24 ore...
Con poca gioia incontriamo tantissimi italiani in questo posto, rimaniamo allibiti, ma se non altro c'è anche qualcun altro oltre noi che non fa le code in autostrada il 13 agosto e cerca dei posti un pò più "veri".
La sera si chiacchera sotto all'aperto su come conquistare il mondo, qualche stella cadente ci regala un briciolo di speranza in più.
La mattina (questa mattina) ripartiamo per Holbrook, Arizona, una delle città toccate dalla mitica Route 66. Visitiamo il Pertified Forest Nat Park, pare che 2 milioni di anni fa, all'epoca dei dinosauri, questo posto fosse una rigogliosa foresta, un' enorme cataclisma provocò alluvioni ed eruzioni vulcaniche, l'acuqa e la cenere crearono così una sorta di cristallizzazione ai tronchi spezzati, rendendoli immuni al tempo. Pelella sostiene che siano tutti Made in China, il dubbio ancora ci assale.
Arrivati in hotel io e Hurricane decidiamo di tagliarci i capelli, un Barber Shop fermato agli anni 70, con foto di John Wayne apppese alle pareti ci fa passare una divertente mezz'ora. Ottimo taglio, poca spesa. A Milano ci pagavamo al massimo uno shampoo.
Stasera bowling, faremo un Italia vs Apache, la spunteremo noi!
L'Arches Nat Park è stato davvero stupendo, erosioni di milioni di anni hanno creato uno spettacolo naturale bellissimo (vedere foto su Facebook). Giunti in cima ad una roccia altissima, con una scalata decisamente pericolosa per ottenere una foto, un chioccìo femminile: "ragazzi su muovetevi noi dobbiamo fare le foto al sasso!". Vacanza in posti desolati finita. Ignoranza italiana ricominciata. Per raggiungere l'arco ci è servita una camminata di circa un ora, Salvo dopo 4 minuti aveva già chiesto le chiavi della macchina, lo abbiamo spronato a continuare. Al minuto 32 gli è apparsa la Madonna di Moab. Alla fine però ce l'ha fatta eroicamente trascinandosi come un sacco di patate. Per tornare indietro gli abbiamo promesso un triplo bacon cheeseburger con patatine, è servito.
Dopo pranzo ci siamo messi in viaggio verso Kayenta, un paesino sperduto nel deserto dell'Arizona, dove i volti americani iniziano ad avere il caldo colore della terra e i tratti della storia. Prima della città, davanti a noi l'immenso spettacolo della Monument Valley, l'8a meraviglia del mondo, così dicono. Effettivamente è qualcosa di meraviglioso. Enormi palazzi di pietra rossa che si ergono in mezzo al deserto duro e verde del centro america. Foto e via verso una camera da letto.
Sfortunatamente troviamo un conteiner al posto dell'hotel. Se non altro è pulito, e sfornano Cheesburger 24h su 24, cosa che galvanizza il Palella. Di internet e telefoni ovviamente non se ne parla, a dominare è ancora la natura, siamo scollegati dal mondo da 24 ore...
Con poca gioia incontriamo tantissimi italiani in questo posto, rimaniamo allibiti, ma se non altro c'è anche qualcun altro oltre noi che non fa le code in autostrada il 13 agosto e cerca dei posti un pò più "veri".
La sera si chiacchera sotto all'aperto su come conquistare il mondo, qualche stella cadente ci regala un briciolo di speranza in più.
La mattina (questa mattina) ripartiamo per Holbrook, Arizona, una delle città toccate dalla mitica Route 66. Visitiamo il Pertified Forest Nat Park, pare che 2 milioni di anni fa, all'epoca dei dinosauri, questo posto fosse una rigogliosa foresta, un' enorme cataclisma provocò alluvioni ed eruzioni vulcaniche, l'acuqa e la cenere crearono così una sorta di cristallizzazione ai tronchi spezzati, rendendoli immuni al tempo. Pelella sostiene che siano tutti Made in China, il dubbio ancora ci assale.
Arrivati in hotel io e Hurricane decidiamo di tagliarci i capelli, un Barber Shop fermato agli anni 70, con foto di John Wayne apppese alle pareti ci fa passare una divertente mezz'ora. Ottimo taglio, poca spesa. A Milano ci pagavamo al massimo uno shampoo.
Stasera bowling, faremo un Italia vs Apache, la spunteremo noi!
mercoledì 11 agosto 2010
La traversata infinita
Piccolo antefatto di ieri, stranamente dimenticato: ci ha inchiappettato lo sceriffo di Custer! Ho fatto una innocua inversione ad U in totale assenza di vita nel raggio di 10 km ma sono sbucati dal nulla due gentili signori baffuti che appurata la nostra buona fede e la nostra mancanza di armi da fuoco ci hanno fatto solo un warning e ci hanno lasciati andare.
La giornata si apre con un'abbondante colazione americana, pancetta, uova, grassi e colesterolo.
Ci dirigiamo verso "Helicopter Keystone", abbiamo deciso di fare la sboronata e di vedere il Mt. Rushmore da vicino :-G
Sono sopravvissuto, viaggio con Palella che mi ha obbligato a fargli 5000 foto. Da quando ho capito qualcosa del mondo ho sempre pensato che avrei salutato tutti su uno di quei trabiccoli, la prima è andata bene!
Decidiamo di partire subito per la nostra mega traversata che taglia 4 stati, totale 750 miglia, 1200 km, come da Genova a Reggio Calabria, ma facendo i 100 all'ora quando va bene, su strade in mezzo al deserto prima, ai Canyon dopo e al buio alla fine.
Appena usciti dalle immense e verdi distese del South Dakota si apre davanti a noi uno spazio enorme: il Wyoming!
Questo stato che mi ha sempre affascinato, protagonista di una mia celebre frase: " ma dove cazzo siam finiti, nel Wyoming?". Ho appurato che non parlavo a vanvera, per 400 km abbiamo visto solo cavalli, mucche e qualche ranch sparso qua e la. Così a occhio è grande come il nord Italia, solo che ha la popolazione di Ipplis, un simpatico paesello in provincia di Udine che ha dato i natali alla mia dolce metà :-D. 50 abitanti.
Pranzo in un paese che sembrava fermo a 100 anni fa se non fosse per le auto al posto delle carrozze, abbiamo però eletto il miglior cheeseburger della vacanza, per ora.
La strada è bellissima ma sembra non finire mai, dopo il Wyoming il colorato Colorado, il paesaggio effettivamente cambia, il verde pare aumentare, non le tracce di vita, ci fermiamo ad una stazione di servizio in mezzo al nulla, nessun telefono nell'arco del viaggio ha mai preso mezza tacca, neppure quello americano!
Scende la sera ed al confine con lo Utah un cervo di dimensioni apocalittiche appare a bordo strada, io sterzo e lo evito, Hurricane Palella invece si esalta e dice di "tornare indietro ad investirlo". Lo sediamo con dei biscottini al cioccolato. Pericolo mancato, fortunatamente.
Siamo arrivati a Moab, nello scuro della notte si sono intravisti i famosissimi archi che caratterizzano questa località, domattina faremo una bella gita ad ammirare questi miracoli dell'erosione rocciosa, sperando che i movimenti tellurici di Palè non rovinino il lavoro del vento di milioni di anni.
Buona notte, anzi, buon giorno!
La giornata si apre con un'abbondante colazione americana, pancetta, uova, grassi e colesterolo.
Ci dirigiamo verso "Helicopter Keystone", abbiamo deciso di fare la sboronata e di vedere il Mt. Rushmore da vicino :-G
Sono sopravvissuto, viaggio con Palella che mi ha obbligato a fargli 5000 foto. Da quando ho capito qualcosa del mondo ho sempre pensato che avrei salutato tutti su uno di quei trabiccoli, la prima è andata bene!
Decidiamo di partire subito per la nostra mega traversata che taglia 4 stati, totale 750 miglia, 1200 km, come da Genova a Reggio Calabria, ma facendo i 100 all'ora quando va bene, su strade in mezzo al deserto prima, ai Canyon dopo e al buio alla fine.
Appena usciti dalle immense e verdi distese del South Dakota si apre davanti a noi uno spazio enorme: il Wyoming!
Questo stato che mi ha sempre affascinato, protagonista di una mia celebre frase: " ma dove cazzo siam finiti, nel Wyoming?". Ho appurato che non parlavo a vanvera, per 400 km abbiamo visto solo cavalli, mucche e qualche ranch sparso qua e la. Così a occhio è grande come il nord Italia, solo che ha la popolazione di Ipplis, un simpatico paesello in provincia di Udine che ha dato i natali alla mia dolce metà :-D. 50 abitanti.
Pranzo in un paese che sembrava fermo a 100 anni fa se non fosse per le auto al posto delle carrozze, abbiamo però eletto il miglior cheeseburger della vacanza, per ora.
La strada è bellissima ma sembra non finire mai, dopo il Wyoming il colorato Colorado, il paesaggio effettivamente cambia, il verde pare aumentare, non le tracce di vita, ci fermiamo ad una stazione di servizio in mezzo al nulla, nessun telefono nell'arco del viaggio ha mai preso mezza tacca, neppure quello americano!
Scende la sera ed al confine con lo Utah un cervo di dimensioni apocalittiche appare a bordo strada, io sterzo e lo evito, Hurricane Palella invece si esalta e dice di "tornare indietro ad investirlo". Lo sediamo con dei biscottini al cioccolato. Pericolo mancato, fortunatamente.
Siamo arrivati a Moab, nello scuro della notte si sono intravisti i famosissimi archi che caratterizzano questa località, domattina faremo una bella gita ad ammirare questi miracoli dell'erosione rocciosa, sperando che i movimenti tellurici di Palè non rovinino il lavoro del vento di milioni di anni.
Buona notte, anzi, buon giorno!
martedì 10 agosto 2010
Custer State Park
Svegliati dal rombo dei bikers che affollavano il nostro lodge, ci dirigiamo alla ricerca della camera che avevamo prenotato, in un resort immerso nel bosco. Le Black Hills si rivelano molto più grandi di quanto immaginavamo, e per arrivare a destinazione impieghiamo quasi un'ora.
Le strade sono invase da Harley Davidson di ogni tipo e colore, i loro burberi ma divertenti piloti vivono nel sogno di easy rider, e noi viviamo invece nell'incubo delle 20 miglia che ci impone la loro andatura. Ma ci godiamo il paesaggio.
Tutto ad un tratto, dietro ad una curva, ecco sbucare i 4 faccioni ricavati dal monte.
Ce li aspettavamo tutti più grandi, ma è inutile dire che siano qualcosa di grandioso ed emozionante. Le moto incalzano, schiacciamo il pedale e andiamo. Resort molto bello, è stato addirittura dimora estiva dei presidenti Ehisenehuer e...boh non ricordo, non ero nato di certo.
Ormai è diventata una cosuetudine, quella di prendere una pacco al giorno. Dopo il museo di Chicago e il parco acquatico, pensiamo bene di lanciarci nel "Buffalos Adventures", un giro di 2 ore a bordo di una Jeep cabriolet alla ricerca del grande bovino americano.
Guida un tizio che secondo noi è il vero Babbo Natale. Gli tocca arrotondare perchè ormai i bimbi vanno direttamente alla FNAC a comprarsi la PlayStation 3 il 23 dicembre, e lui rimane senza lavoro.
Bufali visti: 0. Soldi spesi: 160 USD. Buche e capocciate prese: innumerevoli. Santas ci dice che: " Buffalo is a funny wild animal, you never know where and when it can be seen." Salutame assoreta. Lo perdoniamo perchè regala un cappello di paglia a BJ Palella e ci saluta con un CIAO AMICI.
La giornata prosegue al lago Sylvan, un posto meraviglioso, volevo tuffarmi con ciccio dalle rocce ma abbiamo visto un nano camminare con le ginochhia fuori dall'acqua in mezzo al lago e abbiamo abbandonato l'idea.
Bellissime foto e bella passeggiata nel bosco.
Non c'è da aggiungere gran che, se non che rientrati da cena siamo usciti in mezzo al nulla per vedere le stelle, dopo tutto anche qui è San Lorenzo (auguri Nedo!), c'era un buio incredibile ed un numero di stelle mai viste prima, così tante che non distinguevamo neppure le costellazioni più note.
Il cielo è stato squarciato in due da una stella cadente GIGANTESCA, con tanto di scia luminosa e musichetta al seguito. Palella esclama. "Minchia compari, questa mi ha soddisfatto, andiamocene."
Zio Turi detta legge quando è tempo di andare a dormir...di buon grado accettiamo e andiamo a concentrarci sui nostri desideri appena espressi...
Le strade sono invase da Harley Davidson di ogni tipo e colore, i loro burberi ma divertenti piloti vivono nel sogno di easy rider, e noi viviamo invece nell'incubo delle 20 miglia che ci impone la loro andatura. Ma ci godiamo il paesaggio.
Tutto ad un tratto, dietro ad una curva, ecco sbucare i 4 faccioni ricavati dal monte.
Ce li aspettavamo tutti più grandi, ma è inutile dire che siano qualcosa di grandioso ed emozionante. Le moto incalzano, schiacciamo il pedale e andiamo. Resort molto bello, è stato addirittura dimora estiva dei presidenti Ehisenehuer e...boh non ricordo, non ero nato di certo.
Ormai è diventata una cosuetudine, quella di prendere una pacco al giorno. Dopo il museo di Chicago e il parco acquatico, pensiamo bene di lanciarci nel "Buffalos Adventures", un giro di 2 ore a bordo di una Jeep cabriolet alla ricerca del grande bovino americano.
Guida un tizio che secondo noi è il vero Babbo Natale. Gli tocca arrotondare perchè ormai i bimbi vanno direttamente alla FNAC a comprarsi la PlayStation 3 il 23 dicembre, e lui rimane senza lavoro.
Bufali visti: 0. Soldi spesi: 160 USD. Buche e capocciate prese: innumerevoli. Santas ci dice che: " Buffalo is a funny wild animal, you never know where and when it can be seen." Salutame assoreta. Lo perdoniamo perchè regala un cappello di paglia a BJ Palella e ci saluta con un CIAO AMICI.
La giornata prosegue al lago Sylvan, un posto meraviglioso, volevo tuffarmi con ciccio dalle rocce ma abbiamo visto un nano camminare con le ginochhia fuori dall'acqua in mezzo al lago e abbiamo abbandonato l'idea.
Bellissime foto e bella passeggiata nel bosco.
Non c'è da aggiungere gran che, se non che rientrati da cena siamo usciti in mezzo al nulla per vedere le stelle, dopo tutto anche qui è San Lorenzo (auguri Nedo!), c'era un buio incredibile ed un numero di stelle mai viste prima, così tante che non distinguevamo neppure le costellazioni più note.
Il cielo è stato squarciato in due da una stella cadente GIGANTESCA, con tanto di scia luminosa e musichetta al seguito. Palella esclama. "Minchia compari, questa mi ha soddisfatto, andiamocene."
Zio Turi detta legge quando è tempo di andare a dormir...di buon grado accettiamo e andiamo a concentrarci sui nostri desideri appena espressi...
It's been a hard day's night...
Proprio dura ed interminabile la giornate ma almeno per me, soddisfacente.
Alle 9 ci siamo diretti verso questo parco acquatico che doveva essere uno sballo micidiale invece, a differenza delle montagne russe di Cedar Point si è rivelato non il massimo dal punto di vista emotivo. Solo il nostro portacolori del sud si è cacato sotto in cima al kamikaze chiamato "point of no return", lui si è seduto ed ha esclamato: "no return na minchia, io me ne vado". Grandi applausi dal pubblico italiano presente. Noi 3.
BJ Earthquake (è il nuovo soprannome di Palella) si è innamorato insieme a Cougar Poldo (Vignu) di una giovane donzella in coda su uno scivolo, hanno esclamato rispettivamente per 20 minuti: "minchia che zinne" e "belin che pere".
Ci mettiamo in viaggio, decidiamo di abbandonare la sosta a metà strada di Sioux Falls e di tirare fino al Monte Rushmore, dal quale vi stiamo scrivendo, 680 miglia tutte d'un fiato.
La Freeway era qualcosa di impressionante, tutta completamente diritta, un altopiano verde e pianeggiante, intervallato solo da qualche pala eolica e dai soliti motel.
Ci fermiamo per cena a Plankinton, paese di 300 abitanti sulla strada, uno spaccato d'America davvero incredibile, ci infiliamo nell'unico Diner aperto, un vecchio appena smontato dal trattore scola una Bud al bancone, il grasso proprietario ci sorride dalla cucina, i pochi clienti ci guardano come alieni. Siamo convinti che nessun altro italiano abbia mai messo piede lì dentro, forse no, ma la cosa ci ha esaltato. Cena a base di porcherie, come al solito. Da domani ci siamo promessi tutti l'insalata -_-. Nel locale ci sono due tavoli da biliardo, le immancabili freccette e un biliardino, la cena ritarda e i nostri piani ludici saltano. Ci rimettiamo in viaggio, è calato il buio più totale nel South Dakota, incrociamo e sorpassiamo pochissimi trucks. Le stelle sopra la testa sembrano finte, il cielo è di un nero spettacolare, cantiamo a squarciagola Certe Notti, tanto benzina ce n'è...
All'una di notte giungiamo a Rapid City, cerchiamo un motel/hotel ma apprendiamo con gioia che in questi giorni qui si svolge il più grande raduno di Harley dell'anno, ce ne sono da tutta Europa! per non parlare di quelle made in USA, qualcosa di impressionante, mai viste tante moto in tutta la mia vita. Ogni letto è pieno. Giriamo per il Custer State Park alla ricerca di un letto, un simpatco biker ci rincorre per darci un indicazione, si rivela giusta, sorpassando in staccata altri 3 motociclisti ci infiliamo nella hall e prendiamo l'ultima camera. Culo bbbestiale come dice Palella.
Quindi tutto bene, a parte Berna che continua la sua vena polemica contro il mondo e Palella con dei seri problemi di Aerofagia :-D
Domani camminata ed escursione a cavallo. Ora, dato che sono le 3 del mattino, ci facciamo un meritato pisolino.
Ale
Alle 9 ci siamo diretti verso questo parco acquatico che doveva essere uno sballo micidiale invece, a differenza delle montagne russe di Cedar Point si è rivelato non il massimo dal punto di vista emotivo. Solo il nostro portacolori del sud si è cacato sotto in cima al kamikaze chiamato "point of no return", lui si è seduto ed ha esclamato: "no return na minchia, io me ne vado". Grandi applausi dal pubblico italiano presente. Noi 3.
BJ Earthquake (è il nuovo soprannome di Palella) si è innamorato insieme a Cougar Poldo (Vignu) di una giovane donzella in coda su uno scivolo, hanno esclamato rispettivamente per 20 minuti: "minchia che zinne" e "belin che pere".
Ci mettiamo in viaggio, decidiamo di abbandonare la sosta a metà strada di Sioux Falls e di tirare fino al Monte Rushmore, dal quale vi stiamo scrivendo, 680 miglia tutte d'un fiato.
La Freeway era qualcosa di impressionante, tutta completamente diritta, un altopiano verde e pianeggiante, intervallato solo da qualche pala eolica e dai soliti motel.
Ci fermiamo per cena a Plankinton, paese di 300 abitanti sulla strada, uno spaccato d'America davvero incredibile, ci infiliamo nell'unico Diner aperto, un vecchio appena smontato dal trattore scola una Bud al bancone, il grasso proprietario ci sorride dalla cucina, i pochi clienti ci guardano come alieni. Siamo convinti che nessun altro italiano abbia mai messo piede lì dentro, forse no, ma la cosa ci ha esaltato. Cena a base di porcherie, come al solito. Da domani ci siamo promessi tutti l'insalata -_-. Nel locale ci sono due tavoli da biliardo, le immancabili freccette e un biliardino, la cena ritarda e i nostri piani ludici saltano. Ci rimettiamo in viaggio, è calato il buio più totale nel South Dakota, incrociamo e sorpassiamo pochissimi trucks. Le stelle sopra la testa sembrano finte, il cielo è di un nero spettacolare, cantiamo a squarciagola Certe Notti, tanto benzina ce n'è...
All'una di notte giungiamo a Rapid City, cerchiamo un motel/hotel ma apprendiamo con gioia che in questi giorni qui si svolge il più grande raduno di Harley dell'anno, ce ne sono da tutta Europa! per non parlare di quelle made in USA, qualcosa di impressionante, mai viste tante moto in tutta la mia vita. Ogni letto è pieno. Giriamo per il Custer State Park alla ricerca di un letto, un simpatco biker ci rincorre per darci un indicazione, si rivela giusta, sorpassando in staccata altri 3 motociclisti ci infiliamo nella hall e prendiamo l'ultima camera. Culo bbbestiale come dice Palella.
Quindi tutto bene, a parte Berna che continua la sua vena polemica contro il mondo e Palella con dei seri problemi di Aerofagia :-D
Domani camminata ed escursione a cavallo. Ora, dato che sono le 3 del mattino, ci facciamo un meritato pisolino.
Ale
domenica 8 agosto 2010
Wisconsin Dells
Dopo aver lasciato Chicago con la visita al più stupido museo del mondo, quello della Scienza e dell'Industria, decantato come il più affascinante della città, da noi consigliato da Ciccio Dj conosciuto nelle dune due giorni fa, ci siamo diretti verso Wisconsin Dells.
Arriviamo in questo viale molto luminoso, pieno zeppo di motel, negozi di dubbio gusto e ristoranti, scopriamo che la città ospita 48 parchi acquatici, di cui 19 al coperto...sti americani!
Cerchiamo un motel, scelto da Vignu e Berna, appareva pulito. L'apparenza inganna.
Scopriamo che c'è un casinò durante un'ottima cena al cafè Hearth Rock (nome imitato malissimo, ma il cibo era ottimo), ovviamente la nostra precedente idea di andare a giocare a bowling va a farsi friggere e ci dirigiamo verso il panno verde, mentre Ciccio decide di tornare in camera. Pessima idea per entrambi.
Io esco senza aver vinto una mano al BJ nè aver preso mezzo numero alla roulette. Tranvata teribbile! Vignu va pari, Palella +200. A casa con le pive nel sacco.
Entriamo in camera e Berna è intento ad assumere un antibiotico a largo spettro mentre cerca di contattare le cliniche più valide del Wisconsin per truffare la sua assicurazione stipulata prima della partenza. Seguiranno aggiornamenti, ma per sta sera pensiamo che ce la possa fare.
Unica perla della serata degna di nota, dopo le sue innumerevoli performance, Palella è stato omaggiato dal sottoscritto di un goliardica T-Shirt riportante il seguente motto: " Wisconsin, where farting is considered a sport"
A voi le conclusioni.
Dalla decima strada, notoriamente in centro, è tutto.
Domani ci aspettano i toboga più grandi d'america, dobbiamo riposare adeguatamente...
Take Care
Arriviamo in questo viale molto luminoso, pieno zeppo di motel, negozi di dubbio gusto e ristoranti, scopriamo che la città ospita 48 parchi acquatici, di cui 19 al coperto...sti americani!
Cerchiamo un motel, scelto da Vignu e Berna, appareva pulito. L'apparenza inganna.
Scopriamo che c'è un casinò durante un'ottima cena al cafè Hearth Rock (nome imitato malissimo, ma il cibo era ottimo), ovviamente la nostra precedente idea di andare a giocare a bowling va a farsi friggere e ci dirigiamo verso il panno verde, mentre Ciccio decide di tornare in camera. Pessima idea per entrambi.
Io esco senza aver vinto una mano al BJ nè aver preso mezzo numero alla roulette. Tranvata teribbile! Vignu va pari, Palella +200. A casa con le pive nel sacco.
Entriamo in camera e Berna è intento ad assumere un antibiotico a largo spettro mentre cerca di contattare le cliniche più valide del Wisconsin per truffare la sua assicurazione stipulata prima della partenza. Seguiranno aggiornamenti, ma per sta sera pensiamo che ce la possa fare.
Unica perla della serata degna di nota, dopo le sue innumerevoli performance, Palella è stato omaggiato dal sottoscritto di un goliardica T-Shirt riportante il seguente motto: " Wisconsin, where farting is considered a sport"
A voi le conclusioni.
Dalla decima strada, notoriamente in centro, è tutto.
Domani ci aspettano i toboga più grandi d'america, dobbiamo riposare adeguatamente...
Take Care
sabato 7 agosto 2010
Chicago
Chicago ci accoglie con una coda megagalattica per entrare a Downtown, c'è un grande concerto al Millenium Park, stasera suonano in Green Day e quindi abbiamo optato per variare strada e per poco non ci sequestrano nella zona industriale abbandonata.
Albergo bello, catena americana Marriot, tutti uguali, anche a Katmandu, sorpresa che la colazione è inclusa nel prezzo, meno sorpresa che il parcheggio costa 38 dollari al giorno...la macchina nelle grandi città degli Stati Uniti è proprio un lusso.
Su Chicago posso solo dare una prima impressione, senza giudicare a fondo. Non mi ha fatto battere il cuore come New York, sarà che non è protagonista di milioni di film e quindi non è una città sognata ad occhi aperti, però ci assomiglia.
L'architettura è davvero bellissima, i palazzi variano decine di stili senza essere in conflitto tra loro, dopo il grande incendio di 150 anni fa ci hanno lavorato i migliori architetti del mondo dell'epoca, e si vede.
La gente è molto amichevole, mai aprire la mappa, pare nessuno aspetti altro che dirti dove andare, dove mangiare e cosa visitare, tra questi una simpatica vecchietta che ci ha sentito parlare e dato che è stata 1 mese in italia da giovane ha riconosciuto la lingua.
E' pure stata a Spezia! Suo padre commerciava marmi e dopo il lavoro a Lucca e Carrara venivano da noi al mare...SPEZIA RULEZ!
Non appena abbiamo visto i primi negozi, molto standardizzati nelle city americane ( Apple, Bloomingdale, Saks, e tutte le varie marche che trovi da Montenapoleone a Rodeo Drive e Via Condotti) abbiamo fatto i primi acquisti, io da Levi's, Vignu da quella strana azienda di frutta morsicata e Berna alla Nike (me too). Altre cose interessanti avvicinabili: 0.
Ora siamo in hotel, stiamo aspettando con ansia il nostro portacolori del Sud che è in volo da Washington a qui, si festeggerà con una cena imperiale ed una bevuta in quelche posto consigliato dal nostro amico dj.
Se non altro qui sanno cos'è un ristorante, non vivono solo tra birre ed hamburger.
Albergo bello, catena americana Marriot, tutti uguali, anche a Katmandu, sorpresa che la colazione è inclusa nel prezzo, meno sorpresa che il parcheggio costa 38 dollari al giorno...la macchina nelle grandi città degli Stati Uniti è proprio un lusso.
Su Chicago posso solo dare una prima impressione, senza giudicare a fondo. Non mi ha fatto battere il cuore come New York, sarà che non è protagonista di milioni di film e quindi non è una città sognata ad occhi aperti, però ci assomiglia.
L'architettura è davvero bellissima, i palazzi variano decine di stili senza essere in conflitto tra loro, dopo il grande incendio di 150 anni fa ci hanno lavorato i migliori architetti del mondo dell'epoca, e si vede.
La gente è molto amichevole, mai aprire la mappa, pare nessuno aspetti altro che dirti dove andare, dove mangiare e cosa visitare, tra questi una simpatica vecchietta che ci ha sentito parlare e dato che è stata 1 mese in italia da giovane ha riconosciuto la lingua.
E' pure stata a Spezia! Suo padre commerciava marmi e dopo il lavoro a Lucca e Carrara venivano da noi al mare...SPEZIA RULEZ!
Non appena abbiamo visto i primi negozi, molto standardizzati nelle city americane ( Apple, Bloomingdale, Saks, e tutte le varie marche che trovi da Montenapoleone a Rodeo Drive e Via Condotti) abbiamo fatto i primi acquisti, io da Levi's, Vignu da quella strana azienda di frutta morsicata e Berna alla Nike (me too). Altre cose interessanti avvicinabili: 0.
Ora siamo in hotel, stiamo aspettando con ansia il nostro portacolori del Sud che è in volo da Washington a qui, si festeggerà con una cena imperiale ed una bevuta in quelche posto consigliato dal nostro amico dj.
Se non altro qui sanno cos'è un ristorante, non vivono solo tra birre ed hamburger.
venerdì 6 agosto 2010
Saugatuck
Dopo 3 ora di viaggio durante le quali abbiamo contato 19 tra procioni, gatti e scoiattoli spiaccicati, giungiamo a Saugatuck, un lugo dove i ricchi abitanti del Michigan e dell'Illinois si ritirano per le loro vacanze fatte di gite in barca, birre e hamburger e birre e hamburger, e birre.
Siamo senza hotel, giriamo ovunque, tutti i B&B hanno la scritta No Vacancy (tutto pieno) e il nostro sconforto aumenta perchè il paesino ci è sembrato molto carino. Prendiamo una via secondaria e troviamo un motel che invece dice Vacancy.
Nella hall (che in realtà è una specie di container puzzolente di riso basmati), mi accoglie un simpatico indiano che parla l'inglese molto peggio di Aldo Biscardi. In maniera maccheronica mi dice che c'è posto, che la camera costa 139 $, che è Indiano e vive qui da 9 mesi, che non sa l'inglese, che l'america gli fa cagare ma è venuto qui per i figli, che volevano studiare negli States. Io penso a come mai io non riesco ad ottenere una Green Card per vivere qui e lui si...sorrido, pago prendo le chiavi e andiamo in camera.
Cambio al volo e ce ne andiamo in centro convinti di poter fare un pò di shopping. Missione fallita, negozi orripilanti. Il paesino è pieno di gente di mezza età con prole, tutte le signore ci guardano con aria di sfida, non capiamo. Durante una partita a biliardo nella solita attesa del tavolo per cenare una coppia mezza alticcia ci spiega che le donne del luogo lasciano i mariti a bere birra e si lanciano sui giovincelli come noi. Vignu appare rigenerato da questa notizia e dice di aver trovato il modo di far tornare i conti della vacanza :-D. Nulla di fatto, Vignu abbandona l'idea e l'ultima emozione (triste ma doveva capitare) della serata è il procione che ho preso in pieno sulla statale. Caro procione, mors tua, vita mea.
Menzione d'onore al nostro quarto Moschettiere che finalmente domani sarà dei nostri!!! Pelella l'America attende la tua conquista!
Siamo senza hotel, giriamo ovunque, tutti i B&B hanno la scritta No Vacancy (tutto pieno) e il nostro sconforto aumenta perchè il paesino ci è sembrato molto carino. Prendiamo una via secondaria e troviamo un motel che invece dice Vacancy.
Nella hall (che in realtà è una specie di container puzzolente di riso basmati), mi accoglie un simpatico indiano che parla l'inglese molto peggio di Aldo Biscardi. In maniera maccheronica mi dice che c'è posto, che la camera costa 139 $, che è Indiano e vive qui da 9 mesi, che non sa l'inglese, che l'america gli fa cagare ma è venuto qui per i figli, che volevano studiare negli States. Io penso a come mai io non riesco ad ottenere una Green Card per vivere qui e lui si...sorrido, pago prendo le chiavi e andiamo in camera.
Cambio al volo e ce ne andiamo in centro convinti di poter fare un pò di shopping. Missione fallita, negozi orripilanti. Il paesino è pieno di gente di mezza età con prole, tutte le signore ci guardano con aria di sfida, non capiamo. Durante una partita a biliardo nella solita attesa del tavolo per cenare una coppia mezza alticcia ci spiega che le donne del luogo lasciano i mariti a bere birra e si lanciano sui giovincelli come noi. Vignu appare rigenerato da questa notizia e dice di aver trovato il modo di far tornare i conti della vacanza :-D. Nulla di fatto, Vignu abbandona l'idea e l'ultima emozione (triste ma doveva capitare) della serata è il procione che ho preso in pieno sulla statale. Caro procione, mors tua, vita mea.
Menzione d'onore al nostro quarto Moschettiere che finalmente domani sarà dei nostri!!! Pelella l'America attende la tua conquista!
Sleeping Bear National Park
We'r back! scusate la mancanza di aggiornamenti nell'ultimo giorno e mezzo ma il resort dove abbiamo alloggiato ieri non aveva wi-fi e siamo stati troppo impegnati nelle attività ludiche per andare a caccia di un internet point (che comunque non c'era). Prima di abbandonare Bay City abbiamo dovuto dilettarci nel arte della lavanderia a gettoni. Un luogo quanto meno mistico per noi ragazzi. Berna si lancia anche nel lavaggio delle scarpe, che sbatacchiano nella lavatrice rishiando di farla saltar per aria. Una simpatica vecchietta ci attacca bottone. Le raccontiamo la nostra vita, e il nostro viaggio, lei risponde: " Don't u have nothin better to do?". E' bello vedere ammirati i propri sforzi.
Ci rimettiamo in marcia, altre 4 lunghe ore di viaggio a 110 km/h, un vero suicidio per me.
Il paesino che ci ha ospitato si chiama Glen Arbor, 5000 anime rintanate nelle loro ville d'estate, 300 procioni a zonzo d'inverno.
Arrivati in questo mega resort immerso nei boschi ci dividiamo, io mi sono dedicato al kayaking, per 2 ore ho risalito un torrente, controcorrente. le 2 ore successive le ho passate a cercare un fisioterapista. Berna ha mangiato merendine in casa, mentre Vignu si è sdraiato in piscina gustandosi il sole e gli hamburger.
La sera ci viene consigliato di spenderla in questo "amazing restaurant" in Glen Arbor. Appena arrivati ci accoglie una deliziosa ragazzina, l'unica della serata in pesoforma, e ci fa sedere ad un bancone aspettando il nostro tavolo. Gli americani che affollavano il locale ci guardavano come degli alieni, forse per lo strano accento, forse perchè nessuno dei 3 pesa 100 chili e veste in maniera idiota. Parte la serata che viene allietata da 3 bravi chitarristi che esaltano i mitici pezzi americani, da Neil Young agli Eagles, libidine!
Questa mattina vado in cerca di un massaggio alla Spa del resort per sistemare le gesta eroiche del canottagio, tutto pieno. Infamo gli americani, mangino meno altro che massaggi.
Ci viene la brillante idea di noleggiare delle Mountain Bike e raggiungere pedalando le cime delle dune di sabbia del parco. A metà duna Berna asserisce di avere una contrattura al polpaccio e di continuare senza di lui. Vignu lo sprona con epiteti.
Arriviamo in cima, foto di rito e si torna giù.
Mentre rifiatiamo in silezio un simpatico ciccione ci dice: "you look european, maybe italians". E via ennesimo bottone con americano curioso. raccontiamo di nuovo la storia della rava e della fava e lui ci racconta la sua, dice che sa dire grazie in 300 lingue, volevamo dirgli se non aveva un cazzo di meglio da fare ma siamo italiani, gente di classe. Scopriamo che è un musicista, ci da i suoi contatti e ci prega di sponsorizzarlo qui e su FB, e sicuramente lo faremo perchè è stato molto gentile e simpatico, dandoci un sacco di consigli su come affrontare la "sua" Chicago.
Mr Dude-aTomic, great to meet you! a tutti il suo sito, dove potrete scaricare alcuni dei suoi pezzi: www.dude-atomic.com.
Ci rimettiamo in marcia, altre 4 lunghe ore di viaggio a 110 km/h, un vero suicidio per me.
Il paesino che ci ha ospitato si chiama Glen Arbor, 5000 anime rintanate nelle loro ville d'estate, 300 procioni a zonzo d'inverno.
Arrivati in questo mega resort immerso nei boschi ci dividiamo, io mi sono dedicato al kayaking, per 2 ore ho risalito un torrente, controcorrente. le 2 ore successive le ho passate a cercare un fisioterapista. Berna ha mangiato merendine in casa, mentre Vignu si è sdraiato in piscina gustandosi il sole e gli hamburger.
La sera ci viene consigliato di spenderla in questo "amazing restaurant" in Glen Arbor. Appena arrivati ci accoglie una deliziosa ragazzina, l'unica della serata in pesoforma, e ci fa sedere ad un bancone aspettando il nostro tavolo. Gli americani che affollavano il locale ci guardavano come degli alieni, forse per lo strano accento, forse perchè nessuno dei 3 pesa 100 chili e veste in maniera idiota. Parte la serata che viene allietata da 3 bravi chitarristi che esaltano i mitici pezzi americani, da Neil Young agli Eagles, libidine!
Questa mattina vado in cerca di un massaggio alla Spa del resort per sistemare le gesta eroiche del canottagio, tutto pieno. Infamo gli americani, mangino meno altro che massaggi.
Ci viene la brillante idea di noleggiare delle Mountain Bike e raggiungere pedalando le cime delle dune di sabbia del parco. A metà duna Berna asserisce di avere una contrattura al polpaccio e di continuare senza di lui. Vignu lo sprona con epiteti.
Arriviamo in cima, foto di rito e si torna giù.
Mentre rifiatiamo in silezio un simpatico ciccione ci dice: "you look european, maybe italians". E via ennesimo bottone con americano curioso. raccontiamo di nuovo la storia della rava e della fava e lui ci racconta la sua, dice che sa dire grazie in 300 lingue, volevamo dirgli se non aveva un cazzo di meglio da fare ma siamo italiani, gente di classe. Scopriamo che è un musicista, ci da i suoi contatti e ci prega di sponsorizzarlo qui e su FB, e sicuramente lo faremo perchè è stato molto gentile e simpatico, dandoci un sacco di consigli su come affrontare la "sua" Chicago.
Mr Dude-aTomic, great to meet you! a tutti il suo sito, dove potrete scaricare alcuni dei suoi pezzi: www.dude-atomic.com.
mercoledì 4 agosto 2010
Up and Down
Su e giù, quello che abbiamo fatto tutto il girono. Arrivati in questo megagalattico parco dei divertimenti rimaniamo affascinati dalla maestosità dei tubi d'acciaio sormontati dai carrellini sparati a 140 km h ad altezze vertiginose. Ne proviamo subito uno dopo una colazione a base di uova e pancetta. occhi e stomaco fuori dalle orbite, il parc di Cedar Point non è per bambini, lo capiamo quando ammiriamo una montagna russa che spara i suoi fans a 200 km/h in 4 secondi e li proietta nel cielo a 150 mt di altezza. Non siamo riusciti a farla per via delle 2 ore di coda e della pioggia che poi ha semi paralizzato il parco, sono motlo molto triste di questo, mi tocca fare i 120 in autostrada almeno speravo di lanciarmi nel parco divertimenti, eh vabbè.
Alle 3 decidiamo che è ora di andare, ma non prima di essere fermati da una simpatica ragazza di colore di 200 librre che lavora nel parco e che ci chiede di insegnarle l'italiano.
Partiamo e lasiciamo l'Ohio per il Michigan, nessuna differenza, campi sterminati, grossi suv, gente becera vestita molto male, tutto nella norma, questi sono gli States.
Giungiamo a Bay city dopo 3 ore, tristissima cittadina che si affaccia su un fiume/lago della quale si parla solo perchè 54 anni fa vi nacque Madonna. Cercare una sistemazione per dormire non è stato semplice, in centro un motel all'apparenza molto curato e anni 70 era un covo di gente poco per bene, siamo scappati dalla reception. Un hotel bello e con vista lago era full booked. Un altro siamo entrati e alla reception non c'era nessuno. Bay City sembra la città di Resident Evil, 3/4 dei negozi sono chiusi e da parecchio, la polvere ha ormai invaso le vetrine. Una pattuglia di polizia gira sconsolata per le strade semideserte mentre noi cerchiamo un posto per la cena. Finiamo in una specie di ristorante tedesco/etnico, con due sale tanto diverse quanto brutte. Il camieriere parla un americano tutto suo, sarà l'accento del luogo, saremo noi stanchi e affamati ma proprio non ci capiamo. Il cibo è comunque commestibile, ci siamo lanciati anche nell'ordine di una bottiglia di Chardonnay della Napa Valley. Terrificante.
Ora ci prepariamo ad affrontare la notte in questo delizioso motel gestito da una famiglia di Pakistani, già ci basterebbe non ci ciulassero la macchina.
Domani in viaggio verso Sleeping Bear Bay, finalmente (speriamo) una meta degna di nota.
Buona notte e buongiorno a tutti quanti.
Ale
Alle 3 decidiamo che è ora di andare, ma non prima di essere fermati da una simpatica ragazza di colore di 200 librre che lavora nel parco e che ci chiede di insegnarle l'italiano.
Partiamo e lasiciamo l'Ohio per il Michigan, nessuna differenza, campi sterminati, grossi suv, gente becera vestita molto male, tutto nella norma, questi sono gli States.
Giungiamo a Bay city dopo 3 ore, tristissima cittadina che si affaccia su un fiume/lago della quale si parla solo perchè 54 anni fa vi nacque Madonna. Cercare una sistemazione per dormire non è stato semplice, in centro un motel all'apparenza molto curato e anni 70 era un covo di gente poco per bene, siamo scappati dalla reception. Un hotel bello e con vista lago era full booked. Un altro siamo entrati e alla reception non c'era nessuno. Bay City sembra la città di Resident Evil, 3/4 dei negozi sono chiusi e da parecchio, la polvere ha ormai invaso le vetrine. Una pattuglia di polizia gira sconsolata per le strade semideserte mentre noi cerchiamo un posto per la cena. Finiamo in una specie di ristorante tedesco/etnico, con due sale tanto diverse quanto brutte. Il camieriere parla un americano tutto suo, sarà l'accento del luogo, saremo noi stanchi e affamati ma proprio non ci capiamo. Il cibo è comunque commestibile, ci siamo lanciati anche nell'ordine di una bottiglia di Chardonnay della Napa Valley. Terrificante.
Ora ci prepariamo ad affrontare la notte in questo delizioso motel gestito da una famiglia di Pakistani, già ci basterebbe non ci ciulassero la macchina.
Domani in viaggio verso Sleeping Bear Bay, finalmente (speriamo) una meta degna di nota.
Buona notte e buongiorno a tutti quanti.
Ale
martedì 3 agosto 2010
La Capitale..
Washington è esattamente come la immaginavo. Precisa, pulita ordinata, piena di Avenue enormi, di spazi verdi e di bandiere americane ovunque. Si respira decisamente l'aria "federale ed istituzionale", per i marciapiedi tantissimi giovani occupati in banche, studi legali, uffici governativi e quant'altro, tutti inquadrati e standardizzati in una sorta di assuefazione da carriera "che prima o poi arriverà". Manca l'energia e l'originalità delle facce che girano per New York. Un sacco di gente che corre, gli immensi spazi verdi della città e l'aria pulita invogliano a farlo. Gli edifici governativi sono stupendi, quasi tutti in stile neo classico, maestosi e imponenti, ti fanno capire di essere in una nazione fiera del suo corto passato. Abbiamo cenato ad un ottimo giapponese molto poco economico, e si sono rifiutati di portarmi una birra perchè non avevo con me il passaporto, prima volta che mi accade negli USA, la cosa mi ha fatto sentire decisamente più giovane (dato che evidentemente dimostravo meno di 21 anni :-S ) o forse non avevo realizzato di essere a Washington, la città dell'FBI e della CIA, dove nessuno sgarra.
Siamo ripartiti alle 2 pm, dopo 20 minuti di coda per ammirare la Dichiarazione di Indipendenza e la Magna Carta, direzione Sandusky, il luogo dal quale vi sto scrivendo.
Questo paesino affacciato sul lago Eire, al confine col Canada ci è costato 6 lunghissime ore di viaggio in mezzo a distese di verde, decisamente stancante.
Abbiamo fatto un giro in centro con la macchina, appena arrivati, più che un paesino sembrava la città dei morti, ci siamo dovuti accontentare di bivaccare per un lungo viale periferico dove alloggiano tutte le catene di motel, ristoranti, fas food e market degli States. Abbiamo trovato un Lodge economico ed accogliente con davanti un ottimo ristorante messicano che ci ha tolto la fame dovuta all''insalata della capitale.
Berna inizia a dare segni di cedimento, lo scusiamo solo per il fatto che ha fatto più km oggi che in tutta la sua vita ed ha quindi accusato il colpo.
Per oggi è tutto, domani ci aspetta una giornata al mega parco divertimenti di Sandusky, dove ci sono le montagne russe più alte e veloci d'America, vi promettiamo divertenti testimonianze.
Bye
Ale
Siamo ripartiti alle 2 pm, dopo 20 minuti di coda per ammirare la Dichiarazione di Indipendenza e la Magna Carta, direzione Sandusky, il luogo dal quale vi sto scrivendo.
Questo paesino affacciato sul lago Eire, al confine col Canada ci è costato 6 lunghissime ore di viaggio in mezzo a distese di verde, decisamente stancante.
Abbiamo fatto un giro in centro con la macchina, appena arrivati, più che un paesino sembrava la città dei morti, ci siamo dovuti accontentare di bivaccare per un lungo viale periferico dove alloggiano tutte le catene di motel, ristoranti, fas food e market degli States. Abbiamo trovato un Lodge economico ed accogliente con davanti un ottimo ristorante messicano che ci ha tolto la fame dovuta all''insalata della capitale.
Berna inizia a dare segni di cedimento, lo scusiamo solo per il fatto che ha fatto più km oggi che in tutta la sua vita ed ha quindi accusato il colpo.
Per oggi è tutto, domani ci aspetta una giornata al mega parco divertimenti di Sandusky, dove ci sono le montagne russe più alte e veloci d'America, vi promettiamo divertenti testimonianze.
Bye
Ale
lunedì 2 agosto 2010
United States of America, here we are!!!
25 minuti di ritardo, coda chilometrica per l'admission. Berna ha fatto innamorare la vecchietta dell'admission. Bus verso il deposito Hertz, un simpatico ciccione colorato ci ha illustrato la nostra prenotazione. Fra tasse, guidatori aggiuntivi, coperture varie e assicurazioni il preventivo è più che raddoppiato. Bestemmie contro la Hertz. Si son fatti perdonare dandoci una GMC nera imperiale, piena di optional, con telecamera, sedili in pelle, sistema audio bose e bagagliaio gigante. Ci è costata una pozza ma alla fine...it's worth it...
Arrivati in albergo, garage pieno, messa macchina per strada, speso i nostri primi quartini di dollaro per non prendere le ganasce.
Berna sta girando imprecando per la camera senza un valido motivo, la camera è decisamente bella e accogliente.
Partiamo a fare il primo giretto culturale pre-cena... Bonati fortunato nel viaggio. Simpatico omone di colore che oltre ad occupare due sedili si starnutiva nella maglia...In compenso non ha dovuto fare la fila dell'imbarco da capo come Ciccio e Gnu.
Sta sera sushi e foto!
Al prossimo aggiornamento.
Arrivati in albergo, garage pieno, messa macchina per strada, speso i nostri primi quartini di dollaro per non prendere le ganasce.
Berna sta girando imprecando per la camera senza un valido motivo, la camera è decisamente bella e accogliente.
Partiamo a fare il primo giretto culturale pre-cena... Bonati fortunato nel viaggio. Simpatico omone di colore che oltre ad occupare due sedili si starnutiva nella maglia...In compenso non ha dovuto fare la fila dell'imbarco da capo come Ciccio e Gnu.
Sta sera sushi e foto!
Al prossimo aggiornamento.
venerdì 30 luglio 2010
Eravamo 3 amici al bar...
...uno è andato con la donna al mare...
così cantava Gino, e così prendiamo spunto noi.
Prima defezione parziale della vacanza, per inprocrastinabili impegni lavorativi il buon Palella, giustamente già apostrofato come "trafficone", salterà la prima settimana di vacanza e ci tocca pure andarcelo a raccattare a Chicago...magari lo lasceremo lì, chi lo sa :-)
i preparativi sono agli sgoccioli, tutto è quasi pronto, valige incluse.
Da lunedì l'avventura avrà inizio!
così cantava Gino, e così prendiamo spunto noi.
Prima defezione parziale della vacanza, per inprocrastinabili impegni lavorativi il buon Palella, giustamente già apostrofato come "trafficone", salterà la prima settimana di vacanza e ci tocca pure andarcelo a raccattare a Chicago...magari lo lasceremo lì, chi lo sa :-)
i preparativi sono agli sgoccioli, tutto è quasi pronto, valige incluse.
Da lunedì l'avventura avrà inizio!
martedì 13 luglio 2010
Itinerario
Un pò in ritardo rispetto al nostro post precedente vi possiamo postare l'itinerario completo dei 30 giorni di vacanza...partiremo il 2 agosto da Malpensa, e rientreremo sempre su MXP il 1 settembre...
Day 1: Washington.
Day 2: Sandusky.
Day 3: Baycity.
Day 4: Sleeping Bear Bay.
Day 5: Saugatuck.
Day 6: Chicago.
Day 7: Milwakee.
Day 8: Sioux Falls.
Day 9: Custer State Park.
Day 10: Notte di viaggio.
Day 11: Monument Valley.
Day 12: Pertified Forest National Park.
Day 13: Zion National Park.
Day 14: Las Vegas.
Day 15: Grand Canyon.
Day 16: Grand Canyon.
Day 17: Las Vegas.
Day 18: Las Vegas.
Day 19: Mohave Desert.
Day 20: Death Valley.
Day 21: Yosemite National Park.
Day 22: Yosemite National Park.
Day 23: Pismo Beach.
Day 24: Los Angles.
Day 25: Los Angles.
Day 26: Los Angles.
Day 27: San Diego.
Day 28: San Diego.
Day 29: San Diego.
Day 30: Milano.
Questo lungo elenco vi riassume il nostro giro...ogni giorno sarà nostra premura darvi notizie su tutto ciò che ci capiterà, ciò che vedremo, mangeremo, berremo o faremo.
I preparativi proseguono...
Ziau!
Day 1: Washington.
Day 2: Sandusky.
Day 3: Baycity.
Day 4: Sleeping Bear Bay.
Day 5: Saugatuck.
Day 6: Chicago.
Day 7: Milwakee.
Day 8: Sioux Falls.
Day 9: Custer State Park.
Day 10: Notte di viaggio.
Day 11: Monument Valley.
Day 12: Pertified Forest National Park.
Day 13: Zion National Park.
Day 14: Las Vegas.
Day 15: Grand Canyon.
Day 16: Grand Canyon.
Day 17: Las Vegas.
Day 18: Las Vegas.
Day 19: Mohave Desert.
Day 20: Death Valley.
Day 21: Yosemite National Park.
Day 22: Yosemite National Park.
Day 23: Pismo Beach.
Day 24: Los Angles.
Day 25: Los Angles.
Day 26: Los Angles.
Day 27: San Diego.
Day 28: San Diego.
Day 29: San Diego.
Day 30: Milano.
Questo lungo elenco vi riassume il nostro giro...ogni giorno sarà nostra premura darvi notizie su tutto ciò che ci capiterà, ciò che vedremo, mangeremo, berremo o faremo.
I preparativi proseguono...
Ziau!
mercoledì 23 giugno 2010
Fervono i preparativi
Fervono i preparativi per la luuuuunga traversata americana.
Casa di Ciccio è diventata la nostra base operativa per il momento, io lavoro al pc, prenoto gli ultimi hotel, sistemo i dettagli, lui si diletta a scattare foto a casaccio(insieme a me sarà il fotografo ufficiale della vacanza, indi per reclami fotografici prendetevela con noi).
Il Vignu pare sia rimasto incollato ad uno scoglio a Portovenere causa "marmellatona superabbronzante", Palella è attualmente disperso e ricercato dalla Cia, Fbi ed Interpol.
La partenza è fissata per il 2 agosto, il rientro il 31, per un totale stimato di circa 10000 miglia fra auto, canoe, escursioni a cavallo, scampagnate e toboga dei parchi acquatici.
Sono le 23 e 59 e sono decisamente stanco, già da domani piano piano vi posteremo l'itinerario dettagliato, un pò di foto, e altre cose più o meno inutili, e promettiamo anche di applicarci per rendere accettabile l'aspetto di questo malefico ma fantastico marchingegno di diffusione interplanetaria, anche se in linea di massima non potendoci permettere di dedicare troppo tempo al blog prima della partenza, manterremo un impostazione molto semplice...
Gnight everyone
Ale
Casa di Ciccio è diventata la nostra base operativa per il momento, io lavoro al pc, prenoto gli ultimi hotel, sistemo i dettagli, lui si diletta a scattare foto a casaccio(insieme a me sarà il fotografo ufficiale della vacanza, indi per reclami fotografici prendetevela con noi).
Il Vignu pare sia rimasto incollato ad uno scoglio a Portovenere causa "marmellatona superabbronzante", Palella è attualmente disperso e ricercato dalla Cia, Fbi ed Interpol.
La partenza è fissata per il 2 agosto, il rientro il 31, per un totale stimato di circa 10000 miglia fra auto, canoe, escursioni a cavallo, scampagnate e toboga dei parchi acquatici.
Sono le 23 e 59 e sono decisamente stanco, già da domani piano piano vi posteremo l'itinerario dettagliato, un pò di foto, e altre cose più o meno inutili, e promettiamo anche di applicarci per rendere accettabile l'aspetto di questo malefico ma fantastico marchingegno di diffusione interplanetaria, anche se in linea di massima non potendoci permettere di dedicare troppo tempo al blog prima della partenza, manterremo un impostazione molto semplice...
Gnight everyone
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