mercoledì 11 agosto 2010

La traversata infinita

Piccolo antefatto di ieri, stranamente dimenticato: ci ha inchiappettato lo sceriffo di Custer! Ho fatto una innocua inversione ad U in totale assenza di vita nel raggio di 10 km ma sono sbucati dal nulla due gentili signori baffuti che appurata la nostra buona fede e la nostra mancanza di armi da fuoco ci hanno fatto solo un warning e ci hanno lasciati andare.
La giornata si apre con un'abbondante colazione americana, pancetta, uova, grassi e colesterolo.
Ci dirigiamo verso "Helicopter Keystone", abbiamo deciso di fare la sboronata e di vedere il Mt. Rushmore da vicino :-G
Sono sopravvissuto, viaggio con Palella che mi ha obbligato a fargli 5000 foto. Da quando ho capito qualcosa del mondo ho sempre pensato che avrei salutato tutti su uno di quei trabiccoli, la prima è andata bene!
Decidiamo di partire subito per la nostra mega traversata che taglia 4 stati, totale 750 miglia, 1200 km, come da Genova a Reggio Calabria, ma facendo i 100 all'ora quando va bene, su strade in mezzo al deserto prima, ai Canyon dopo e al buio alla fine.
Appena usciti dalle immense e verdi distese del South Dakota si apre davanti a noi uno spazio enorme: il Wyoming!
Questo stato che mi ha sempre affascinato, protagonista di una mia celebre frase: " ma dove cazzo siam finiti, nel Wyoming?". Ho appurato che non parlavo a vanvera, per 400 km abbiamo visto solo cavalli, mucche e qualche ranch sparso qua e la. Così a occhio è grande come il nord Italia, solo che ha la popolazione di Ipplis, un simpatico paesello in provincia di Udine che ha dato i natali alla mia dolce metà :-D. 50 abitanti.
Pranzo in un paese che sembrava fermo a 100 anni fa se non fosse per le auto al posto delle carrozze, abbiamo però eletto il miglior cheeseburger della vacanza, per ora.
La strada è bellissima ma sembra non finire mai, dopo il Wyoming il colorato Colorado, il paesaggio effettivamente cambia, il verde pare aumentare, non le tracce di vita, ci fermiamo ad una stazione di servizio in mezzo al nulla, nessun telefono nell'arco del viaggio ha mai preso mezza tacca, neppure quello americano!
Scende la sera ed al confine con lo Utah un cervo di dimensioni apocalittiche appare a bordo strada, io sterzo e lo evito, Hurricane Palella invece si esalta e dice di "tornare indietro ad investirlo". Lo sediamo con dei biscottini al cioccolato. Pericolo mancato, fortunatamente.
Siamo arrivati a Moab, nello scuro della notte si sono intravisti i famosissimi archi che caratterizzano questa località, domattina faremo una bella gita ad ammirare questi miracoli dell'erosione rocciosa, sperando che i movimenti tellurici di Palè non rovinino il lavoro del vento di milioni di anni.
Buona notte, anzi, buon giorno!

5 commenti:

  1. Che racconti eccezzionali! Vi abbraccio

    Salvo

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  2. Ale mi piace da morire come scrivi, vi seguo sempre sempre.. e di a palella che è egocentrico con ste foto ma che sono belle! :D

    baci anche a Berna e a te e a vignu!

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  3. Fanti mi mancate un pò!!!

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  4. Hurricane palella ahahahah fantastico

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  5. Sono daccordo con Benedetta: Palè come sei egocentrico !!!!!! però le foto sono belle come bello è il Vs spirito di squadra: perfavore Palè.....mangia più leggero !!!!!!!!! Baci

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